Federazione Sindacati Indipendenti

AO Gallarate, FSI: Direzione deludente

GALLARATE – C’è una «voragine» nell’organico dell’azienda ospedaliera di Gallarate gli infermieri non ce la fanno più, Ci sono tonnellate di ore di lavoro straordinario non recuperabili.

Da tempo tutte le organizzazioni sindacali lamentano una condizione di stress ormai perenne per chi è infermiere nell’azienda Sant’Antonio Abate. Come se ne esce? «Bisogna rendersi conto della situazione», dice Ventola rivolto però al governo centrale. «L’azienda ospedaliera nulla può, anzi ci ha messo 300 mila euro dei propri per sanare straordinari non pagati dal 2010».

Questioni di strategia

Ben venga il concorso per quattro nuovi posti da infermiere a cui parteciperanno in 3.000, ma sarà una goccia nell’oceano delle necessità dei tre ospedali (Gallarate, Somma Lombardo, Angera) aziendali. Forse sarebbe il caso di adottare qualche altra strategia? Per esempio, quanto personale impiega il Primo Intervento dell’ospedale “Bellini” di Somma e a quanto serve questo Punto, aperto dalle 8 alle 20?

La Fsi rappresentata da Antonio Negro, non ha peli sulla lingua. «È una direzione deludente come il suo piano di organizzazione aziendale, magro, senza alcun rilancio per l’azienda ospedaliera. Si vive di ricoveri, senza progetti, senza eccellenze. Servono scelte coraggiose. Invece il direttore generale Pontoni è come se seguisse un progetto di chiusura dell’azienda ospedaliera di Gallarate. Basta andare in Pronto Soccorso, il biglietto da visita di un ospedale, per accorgersi delle criticità, sia del luogo fisico, sia del personale carente e mal gestito», incalza Negro. Non c’è appello, secondo il sindacalista della Federazione sindacati indipendenti: «Non c’è nulla di positivo».

I dati di produzione

I dati di produzione resi noti dal direttore generale Pontoni nel corso della conferenza stampa del 16 gennaio (66.645.000 euro di produzione di ricovero nei primi undici mesi del 2014, pari a 23.179 dimessi e prestazioni ambulatoriali per 33.057.000 con 2.067.180 prestazioni) non bastano alla Fsi. «Dovremmo produrre servizi e qualità che, invece, manca», commenta con durezza Negro.
«C’è un bisogno – aggiunge – incredibile di infermieri eppure ne si manda uno turnista in mobilità a Busto Arsizio per prenderne un altro a giornata a Gallarate. Una persona non cambierà la situazione, ma questo esempio rende bene l’idea delle “non scelte” che si compiono».

Alessandra Pedroni