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Parte la mobilità, mille statali agli uffici giudiziari

MILANO – “Mobilità sbloccata: 1.071 dipendenti pubblici verso gli uffici giudiziari, dove c’era carenza di personale. Priorità a quelli delle Province”. Lo annuncia via Twitter il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, aggiungendo l’hashtag “#riformaPa”.

E’, infatti, uscito in Gazzetta Ufficiale, datata 20 gennaio, il bando di mobilità volontaria esterna per la copertura di oltre mille posti vacanti negli uffici giudiziari, che come più volte fatto presente dal Governo, risentono di carenza di personale. Si tratta di posti a tempo pieno e indeterminato.

Il tema della mobilità è stato inserito nell’ambito della riforma della Pa, pubblicata prima dell’estate. Già allora Madia spiegato che è obbligatoria fino a 50 chilometri, ma si è anche impegnata a dare garanzie sullo stipendio del lavoratore, assicurando l’approvazione delle tabelle di equiparazione, che consentono di capire lo stipendio e la qualifica che si mantengono dopo il trasferimento. La riforma della Pa prevede anche un’accelerazione alla mobilità volontaria, ora anche senza nulla osta dell’amministrazione che deve ‘cedere’ il dipendente, se quest’ultimo vuole andare in un’amministrazione che ha una carenza d’organico maggiore.

Il tema della mobilità era stato affrontato dal ministro nel corso di un videoforum con RepubblicaTv, durante il quale aveva spiegato che il dipendente pubblico “non è proprietà privata” della singola amministrazione pubblica e la mobilità “è anche un diritto del lavoratore”. Quanto alla mobilità obbligatoria, assicurava: il dipendente “guadagnerà quanto guadagnava” prima del trasferimento.