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Lotta all’evasione fiscale, appalti e tangenti. Dalla Gdf la fotografia della corruzione

Un’attività silenziosa, costante. Dove, come recita il loro motto, “non si retrocede mai”. Dove il rigore si coniuga con l’intransigenza nei confronti di chi ostacola illegalmente la crescita economica. Una funzione, quella della Guardia di Finanza, ancora più preziosa nel tempo in cui le speranze del Paese di uscire dalla crisi diventano, giorno dopo giorno, occasioni da non farsi scappare. E per il 2014 i numeri – contenuti nel Rapporto Annuale delle Fiamme Gialle – confermano un impegno capace di identificare oltre 3700 responsabili di reati contro la Pubblica Amministrazione. Di individuare sprechi per oltre 2,6 miliardi di euro e frodi ai finanziamenti pubblici e al welfare per 1,5 miliardi. Di sottrarre alla criminalità organizzata 4 miliardi di euro. Di scoprire 8mila evasori totali e 13mila responsabili di reati fiscali. Di arrestare 389 trafficanti di esseri umani. Un lavoro a tutto campo per restituire equità al mercato italiano.

Partiamo dal quotidiano. Dalla lotta alle frodi fiscali e all’economia sommersa. I cardini del lavoro dei finanzieri. Nello scorso anno i reati tributari scoperti sono stati 13062. Quasi un miliardo e duecento milioni di euro il valore dei beni sequestrati. Dodicimila i lavoratori in nero che sono stati scoperti. Mentre sono stati individuati oltre cinquemila datori di lavoro che hanno utilizzato manodopera illegale o irregolare. Per un lavoro fatto di indagini e accertamenti che non punta solo al recupero di beni, ma anche a contrastare i fenomeni illeciti connessi: dall’immigrazione clandestina alla produzione e al commercio di articoli con marchi contraffatti.

Poi il controllo della spesa pubblica. Dai contributi alle imprese nazionali ed europee ai finanziamenti del servizio sanitario, fino al controllo sulle risorse utilizzate per gli appalti pubblici a quelle relative al sistema previdenziale. Ne più ne meno che le dinamiche dove spesso e volentieri si nasconde la corruzione. Su questo terreno il lavoro della Guardia di Finanza assume un rilievo fondamentale per il rilancio del sistema Italia. Nello specifico: per quanto riguarda gli appalti pubblici gli interventi eseguiti sono stati 210. Quasi mille le persone denunciate di cui 44 ancora in stato d’arresto. Nel corso dei controlli è emerso che le somme assegnate in modo irregolare sono state quasi di un miliardo e ottocento milioni di euro.

Fondamentale anche il lavoro sui traffici commerciali. Che nel nostro Paese equivale a dire: la lotta al contrabbando. I sequestri nel 2014 sono stati notevoli: 1238 tra mezzi navali e terrestri, 200 tonnellate di sigarette e 129 di droga. E sempre per quanto riguarda la lotta agli interessi della criminalità organizzata, da segnalare i numeri della lotta contro il gioco illegale. Oltre mille le “macchinette” sequestrate mentre i punti clandestini di raccolta-scommesse scoperti e chiusi sono stati 3116. Ma l’aggressione dei patrimoni della criminalità passa anche attraverso la lotta al riciclaggio – 1483 le persone denunciate – e all’usura: 477 gli interventi eseguiti nel 2014. E le risorse messe in campo per seguire le tracce che conducono ai quei “reati che generano profitti” sono state ingenti.

Altro capitolo, quello relativo alla difesa dei consumatori. Su questo terreno la strategia operativa si compone di tre linee guida: il presidio degli spazi doganali, il “controllo economico del territorio” rappresentato dalla pattuglie in strada e la ricostruzione della “filiera del falso”. E l’anno trascorso ha visto sia il potenziamento delle attività del “117” sia l’introduzione del Siac, il Sistema Informativo Anti Contraffazione: si tratta di una piattaforma informatica per il supporto delle attività operative che offre ai cittadini “informazioni e consigli utili sul mondo della contraffazione” e, contemporaneamente, consente ai titolari dei marchi di “concorrere fattivamente nel contrasto dei traffici illeciti sul territorio”. Tutto online.

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