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Pagare le tasse ora costa caro Con il nuovo 730 lo Stato fa cassa

l 730 precompilato si sta trasformando in una macchina mangiasoldi oltre ad essere un rompicapo. Non a caso in questi giorni i Caf stanno reclamizzando sulle pagine dei giornali i loro servizi di assistenza per aiutare i contribuenti in questo dedalo. Eppure lo stop del governo aveva annunciato che quest’anno la dichiarazione dei redditi sarebbe stata un gioco da ragazzi che avrebbe segnato la fine dei Caf e di una parte dell’attività dei commercialisti. Invece, a pochi giorni dall’avvio dell’operazione, i contribuenti hanno scoperto che non solo il procedimento online è complicato ma che pagare le tasse è diventata un’altra tassa.

Il 730 precompilato, in presenza di detrazioni, sembra fatto apposta per rendere indispensabile l’aiuto del Caf o di un professionista. E siccome il governo ha previsto la responsabilità dei professionisti per le dichiarazioni non corrette, esponendoli a multe salate, questi hanno alzato il costo della loro assistenza. L’importo varia in base alle modifiche apportate alla dichiarazione. In caso di cambiamenti rilevanti infatti, cioè modifiche o integrazioni dei dati che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, il prezzo potrebbe salire oltre 50 euro.

La gran parte dei modelli precompilati dovrà essere integrata perché non comprende spese sanitarie e altri oneri detraibili. Questi dati saranno inseriti solo dal prossimo anno. Non si tratta di un fatto irrilevante dal momento che solo i modelli precompilati e accettati senza modifiche non saranno sottoposti a controlli ulteriori del Fisco. Spesso inoltre gli oneri detraibili sono di importo minimo e il risparmio a cui danno diritto non giustifica la spesa per l’assistenza di un Caf o di un professionista. Ecco quindi che, come hanno evidenziato i commercialisti, sta prevalendo la tendenza a rinunciare alle detrazioni, inviando il modello precompilato senza variazioni. Per lo Stato è un incasso. Nel 2014, infatti, secondo la Cgia di Mestre, lo sconto fiscale mediamente percepito da ciascun contribuente per le spese sanitarie è stato di 143 euro. La Fondazione dei commercialisti ha calcolato che se dovessero rinunciare il 50% dei contribuenti aventi diritto alle detrazioni, il gettito per lo Stato sarebbe di 1,5 miliardi. Il M5S ha parlato di «prelievo forzoso», di «tassa occulta». «L’ennesimo stratagemma del Governo per fare cassa» scrive sul blog di Beppe Grillo il deputato M5s Riccardo Fraccaro.

Laura Della Pasqua
iltempo.it