Federazione Sindacati Indipendenti

Accordi disattesi, gli ex Lsu non ci stanno. Cagnazzo (FSI):«Tutto tace, informiamo i Ministeri»

Lecce. Ancora storie di lavoratori messi davanti ad un futuro incerto. Persone esasperate dalla persistente mancanza di risposte adeguate al loro grido d’aiuto, rimasto soffocato dalla crisi occupazionale. Ed è proprio questo immobilismo istituzionale a scatenare l’ira dei dipendenti ex Lsu del settore scuola. Ecco dunque che sopraggiunge lo stato d’agitazione – proclamato dal sindacato FSI (Federazione Sindacati Indipendenti) – accompagnato da una lettera rivolta al Ministero del Lavoro, al Miur e al direttore generale per politica finanziaria e bilancio. Al centro della vicenda, raccontata nei dettagli dal segretario territoriale Dario Cagnazzo ai microfoni di Leccenews24.it, il mancato rispetto degli accordi sottoscritti dalle società appaltanti di pulizia degli istituti.

Prima dell’incontro in Prefettura – luogo dove stamattina è avvenuto anche un sit in di protesta proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica – Cagnazzo ci rivela ogni perplessità circa le condizioni socio-economiche vissute dai dipendenti salentini:«Ritardo del pagamento di fine rapporto alle quali venne revocato il sub appalto da parte della Dussman; eccessivi carichi di lavoro; trasferimenti disposti senza un minimo preavviso di comunicazione; utilizzo dell’istituto della banca ore in modo illegittimo e discriminatorio».

Stando agli accordi, a partire da quello firmato lo scorso 28 Marzo 2014 (applicazione delle stesse condizioni contrattuali) e proseguendo con l’altro del 5 maggio 2014 (dettava le regole di flessibilità oraria degli operai addetti al ripristino degli immobili adibiti ad edifici scolastici) l’utilizzo della banca ore, nonché le modalità di trasferimento degli stessi lavoratori entro i 20 km e con preavviso di 7 giorni. E, occorre sottolinearlo, senza rimborso carburante. Nell’ultimo accordo invece, 15 gennaio 2015, si stabilì che i preavvisi – legati a eventuali trasferimenti – dovessero prevedere almeno 48 ore e in strutture non distanti più di 20 km (e rimborso di 20 centesimi a km superati i 20).

«Nulla o quasi nulla di quanto previsto e sottoscritto negli accordi sopracitati viene rispettato da parte della Dussman – scrive Cagnazzo nella lettera – e di alcune aziende appaltatrici. Non vi è una programmazione delle attività, la comunicazione di recarsi fuori dalla propria sede. Viene data ai lavoratori telefonicamente e solo qualche ora prima dall’inizio della giornata lavorativa e gli interessati sono costretti a recarsi nella scuola indicata a proprie spese e con i loro mezzi per paura d’essere licenziati».

«In caso di mancato passaggio da una ditta all’altra – conclude il sindacalista – vengono illegittimamente detratte dalla banca ore le competenze di fine rapporto. A breve scadranno anche i progetti “Scuole Belle”, abbiamo sollecitato chiunque e ancora sussiste assenza di prospettive. Non so quanto sia possibile continuare così». Un mondo, quello scolastico, preso continuamente di mira dagli addetti ai lavori. Basti pensare che ieri, nel Salento e in tutta Italia, nelle piazze della provincia non sono mancati flash mob per sottolinearne la simbolica “morte”

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