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Camorra, sanità e appalti: ecco le accuse dell’imprenditore Grillo

Santa Maria Capua Vetere – Sono racchiuse in un verbale di quattro pagine, contenenti diversi «omissis», le accuse dell’imprenditore di Marcianise, Angelo Grillo – in parte replicate – sul giro di mazzette nell’ambito del processo sugli appalti assegnati illegalmente dagli uffici dell’Asl di Caserta.

Ammissioni dell’imprenditore «dichiarante» rese lo scorso 29 aprile al pm antimafia Luigi Landolfi, fatte acquisire oggi al processo che si celebra a Santa Maria Capua Vetere e che vede imputati l’ex consigliere Angelo Polverino, l’ex dg dell’Ospedale di Caserta Francesco Bottino (entrambi assenti in aula), l’imprenditore Lazzaro Luce e lo stesso Grillo, detenuto al 41 bis collegato in videoconferenza dal carcere di Parma, assistito da un nuovo difensore, circostanza che fa prevedere un percorso di collaborazione.

Con le sue dichiarazioni, l’imprenditore del Cesap accusa l’ex consigliere regionale Polverino (avrebbe chiesto una tangente da 500 mila euro per un appalto mai concluso); l’ex Dg Bottino («lo conobbi tramite Pierino Squeglia», altro politico di Marcianise non indagato, va precisato) al quale avrebbe dato varie tranche da 20mila euro fino a raggiungere una somma di 200mila euro ogni volta che incassava una fattura e, infine, l’ex direttore amministrativo ed ex sindaco di Caserta, Giuseppe Gasparin, attualmente ai domiciliari («mi chiese 400 mila euro per un appalto»).

Sempre stamani, in videoconferenza, era collegato l’ex boss della camorra marcianisana Salvatore Belforte, pentito da marzo che, spiegando ancora una volta i motivi del suo pentimento, ha dichiarato di «essersi stancato» di quella vita e di voler pensare solo ai figli e ai nipoti. Per la difesa degli imputati, quelle di Grillo sono ritenute dichiarazioni di comodo.

ilmattino.it