Federazione Sindacati Indipendenti

La denuncia del sindacato FSI: “A Borgo San Nicola solo due infermieri di notte per 1200 detenuti”

Dalla relazione di Enrico Alemanni, infermiere e dirigente sindacale Fsi-Adass Sanità, dopo un sopralluogo, si evincono le carenze di personale infermieristico all’interno del carcere leccese.

La relazione di un sindacalista non lascia margini a dubbi: “La situazione della Medicina penitenziaria nella casa Circondariale è drammatica”. Enrico Alemanni, infermiere e dirigente sindacale Fsi-Adass Sanità è stato autorizzato nelle scorse settimane ad effettuare un sopralluogo nel carcere per rendersi conto delle condizioni di lavoro degli operatori sanitari.

“Siamo arrivati ad avere la presenza di 4 infermieri di mattina, 3 di pomeriggio e soltanto 2 di notte», segnala nel suo report il sindacalista di Fsi, «Negli ultimi anni più di qualche infermiere è andato via o è stato spostato. I pochi rimasti devono preoccuparsi di tutti i detenuti, uomini e donne e dei nuovi arrivi. Una popolazione carceraria di circa 1200 persone, ognuna con una propria cartella clinica».

Nonostante ripetuti solleciti alla direzione generale Alemanni ha accertato che permane la carenza di 6 infermieri e la disponibilità di un adeguato numero di medici.

Un altro aspetto riferito da Alemanni nei suoi appunti riguarda le attrezzature medicali, che il sindacalista non esita a definire “fatiscenti”. Ambulatori medici disastrati, con carrelli, armadi e suppellettili obsolete. Ereditate dal ministero di Grazia e Giustizia e mai rinnovate.

Ma qualcosa si muove. Ad agosto dello scorso anno il direttore del Distretto sociosanitario (al quale fa capo il carcere), Rodolfo Rollo, ha chiesto alla Regione l’assegnazione di fondi per realizzare una serie di strutture sanitarie nell’infermeria del carcere. In particolare: un gabinetto di cardiologia con eco-cardiografo; uno di dermatologia; un altro di riabilitazione per terapia fisica; di gastroenterologia ; di ginecologia con ecografo (per il braccio femminile) ; di oculistica ; di odontoiatria ; la pneumologia e il potenziamento della radiologia. Totale, 499mila euro. A settembre la Regione accoglie la richiesta e avvia le procedure per l’assegnazione dei fondi. Fondi che dovrebbero arrivare in questi giorni e che permetteranno di avviare le gare per l’acquisto.

Un altro problema che affligge la medicina del carcere riguarda l’istituzione, ancora in alto mare, delle sezioni specialistiche per la psichiatria e per le tossicodipendenze. Si sta pensando di realizzare aree speciali.

Fonte: Salute Salento.