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In arrivo un’app per l’assistenza sanitaria all’estero

Per quanto il fenomeno definito come globalizzazione tenda sempre più a trasformare il volto delle città a livello planetario, secondo uno schema che prevede la presenza degli stessi store e delle stesse catene di fast food da Milano a Tokyo, viaggiare continua ad essere un’attività che ci appassiona in virtù della possibilità di entrare in con culture e tradizioni differenti dalla nostra.

I piaceri del proverbiale “paese che vai, usanze che trovi”, sono tuttavia spesso destinati ad arrestarsi davanti ai costumi medici e alla scoperta di una mancata assistenza sanitaria o di procedure di accettazione ospedaliera decisamente più complesse e meno gratuite di quelle alle quali siamo abituati.

Con l’intento di tracciare una sorta di mappa mondiale dell’assistenza sanitaria, il Ministero della Salute ha recentemente messo a disposizione dei cittadini italiani un’innovativa app che consente di portare all’attenzione tutte le pratiche e le assicurazioni da stipulare nel malaugurato caso un malore ci colga proprio mentre siamo distanti centinaia di chilometri da casa.

L’applicazione per dispositivo mobile denominata “Se parto per…” propone dunque una lista delle nazioni, in continuo aggiornamento, all’interno delle quali risulta possibile ricevere la doverosa assistenza medica gratuita semplicemente presentando la propria tessera sanitaria al momento dell’ingresso nei pronto soccorso locale e di quelle, invece, dove conviene prepararsi ad una spesa imprevista in caso di infortunio.

Lanciando uno sguardo in direzione della mappa proposta dall’app si scopre, ad esempio, che se si intende viaggiare all’interno dell’Unione Europea, è buona norma portare con sé il retro della tessera sanitaria denominato TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia ), tramite la quale si può accedere alle cure del caso senza ulteriori spese.

Il quadro di insieme è tuttavia destinato a mutare man mano che ci allontana dal Vecchio Continente, fino ad assumere contorni inquietanti in nazioni disseminate ai più remoti angoli del pianeta, dal momento che, anche a fronte di un’invasione planetaria di Apple Stores e McDonald’s, pare che l’idea di globalizzare la sanità sia ben lungi da venire.

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