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In Lombardia le famiglie povere raddoppiate in soli due anni Ai residenti bisognosi 700 euro

Più ricchi, ma anche più colpiti dalla crisi. In Lombardia il reddito medio pro capite è più alto del resto d’Italia: 23 mila euro lordi all’anno contro i 19.600 a livello nazionale. E lo stesso vale per le famiglie che ne portano a casa 34.100 – stavolta netti – contro i 29.426 della media italiana. Il problema è che nell’ultimo biennio proprio in Lombardia c’è stato un incremento record dei poveri relativi , ossia di coloro che non possono spendere quanto un italiano medio: la crescita è stata del 52% contro il 13% italiano, per un totale di 283 mila famiglie. E va anche peggio se vengono prese in considerazione le fasce di popolazione davvero povere, quelle per intendersi che non hanno i soldi neppure per comprarsi i beni necessari per vivere: nel giro di due anni il loro numero è quasi raddoppiato (contro un aumento del 52% nazionale), per raggiungere quota 260 mila.

I dati sono contenuti in un report riservato di Eupolis, l’Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione di Regione Lombardia, consegnato venerdì al governatore Roberto Maroni, deciso a occuparsi del problema e alle prese con il cosiddetto reddito di cittadinanza. I numeri arrivano fino al 2013, perché quelli che riguardano il 2014 sono tuttora in fase di revisione da parte dell’Istat che fornisce le «statistiche base» al Pirellone. Insomma: la coda della crisi economica è più lunga di qualsiasi previsione. E le famiglie lombarde sono sempre più in difficoltà. Più di sei su 100 sono povere relative . Una situazione nuova per la Lombardia, dove per dieci anni l’andamento della povertà è stato costante, per poi esplodere appunto nell’ultimo biennio (anche se in Italia la quota di famiglie povere relative resta comunque doppia,con una percentuale del 12,6%). Altrettante famiglie, ossia sempre sei su 100, sono povere assolute (a livello nazionale sono otto ogni 100).

Un periodo nero. Un quarto dei lombardi dichiara meno di 10 mila euro di reddito annuo (in Italia i redditi così bassi sono un terzo). E il 2013 è stato addirittura l’anno in cui, per la prima volta, il reddito si è ridotto rispetto all’anno precedente (34.097 contro i 34.347 del 2012).

Tutto ciò ha ripercussioni pesanti sulla vita quotidiana, che non possono essere ignorate. Nel 2013 hanno avuto problemi a pagare l’affitto o il mutuo 200 mila famiglie (l’11%). D’altronde il tasso di disoccupazione è ormai all’8,2% (nel 2004 era al 4,1%): e la mancanza di lavoro spesso si porta via anche la dignità. Così la diseguaglianza cresce. Nel report di Eupolis intitolato «Redditi e povertà in Lombardia» è fotografata anche la povertà estrema: 380 mila persone in Lombardia si sono rivolte al Terzo settore per chiedere aiuti materiali in cibo, farmaci, vestiti o altro (gli enti coinvolti, preziosi per il sistema di Welfare, sono più di 1.600). Ormai non si tratta più solo di stranieri, ma anche del 40% di italiani (metà donne e metà uomini soprattutto tra i 18 e i 64 anni). «Solo a Milano nel 2013 sono stati registrati oltre 500 senza tetto in strada e oltre duemila presso i dormitori – si legge nel documento -. La presenza rispetto al 2008 è quasi raddoppiata (erano circa 1.500). Diminuisce l’età media che nel 2013 è di 44 anni per gli homeless in strada e di 40 per quelli ospitati dalle strutture. Gli stranieri costituiscono l’83% della popolazione in strada e il 77% di quella nei dormitori». La questione non può che finire al primo posto nell’agenda politica.
simona ravizza
milano.corriere.it