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Lavoratori disabili e pubblico impiego, la lista nera degli inadempienti

Qualcuna non ha ancora ottemperato alle disposizioni di legge per precise volontà strategiche relative alle figure professionali da inserire nel proprio organico. Altre, magari lo avranno proprio dimenticato. I casi sono differenti. Eppure, alla fine il risultato sembra sempre lo stesso: da una parte, ci sono soggetti disabili che si vedono negato il diritto al lavoro, in perenne attesa dell’assunzione nel pubblico impiego; dall’altra, ci sono le stesse amministrazioni pubbliche che dovrebbero assumere tali lavoratori e che invece, inadempienti, pagano dazio. Coi soldi pubblici, ovvio.

Una somma di 62,77 euro al giorno per ciascun lavoratore appartenente alle cosiddette categorie protette non occupato, la cifra da sborsare al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili a titolo di sanzione secondo la legge 68 del 1999, che appunto regola l’assunzione obbligatoria degli appartenenti alle categorie protette nella pubblica amministrazione. Controparte che spesso anche in provincia pare contraddistinguersi per immobilismo. “Buchi neri” che si protraggono da settimane o anche anni, per la copertura delle quote d’obbligo previste dalla normativa vigente.

A primeggiare per scoperture sul groppone è l’Asl, che nell’elenco aggiornato a gennaio di quest’anno registrava la bellezza di 62 – sessantadue – soggetti disabili da assumere. In lista, anche gli uffici periferici del Ministero delle Entrate e delle Finanze, e del Ministero dell’Interno: per le emanazioni pontine di ognuno dei due dicasteri, quattro lavoratori delle categorie protette da assumere e ancora non assunti.

Per quanto riguarda gli enti locali, nell’elenco degli inadempienti trova un posto di riguardo il Comune di Gaeta, in cui le mancate coperture sono sette. Un’unità lavorativa per Comune, dovrebbe infine arrivare in quel di Fondi, Sperlonga e Sonnino. Ma anche qui i disabili sono fermi al box. E intanto, come negli altri casi, l’ammontare delle sanzioni amministrative a carico del pubblico continua lentamente a lievitare.

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