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Famiglia di falsi dentisti a processo lunedì

BUSTO ARSIZIO – Famiglia di falsi dentisti alla sbarra lunedì mattina a Busto Arsizio: il papà, Carlo Castiglioni di 60 anni, effettuava gli interventi; la moglie Elisabetta Gallazzi, di 58 anni, eseguiva le anestesie; la figlia Valentina Castiglioni, 38 anni, si occupava delle impronte dentarie. Peccato che, secondo la ricostruzione investigativa, nessuno «fosse titolare dell’abilitazione professionale» e che i pazienti abbiano subito anche dei danni fisici in conseguenza degli interventi.

Danni permanenti

In particolare la famiglia di sedicenti dentisti, che da circa un decennio portava avanti uno studio specializzato a Busto Arsizio, è stata tirata in ballo da un paziente residente a Legnano che ha riportato guai persino all’organo di masticazione.
I tre componenti della famiglia – ma è sul padre che pende il carico più pesante – raggiunti da un decreto di citazione diretta in giudizio per l’attività abusiva e per i danni provocati ai pazienti, saranno lunedì davanti al giudice monocratico. «Avendo i prevenuti – si legge nell’atto di costituzione della parte civile – provocato la manomissione fisica e il disturbo della sfera psichica del paziente, nella specie certificati da indiscutibili medici di strutture sanitarie pubbliche e da seri consulenti medico-legali con specifica competenza odontostomatologica, si sono rese necessarie cure e riguardi quali tipici rimedi».
Ne è scaturita al paziente di Legnano «una malattia nella sua accezione penalmente rilevante, nonché un indebolimento permanente dell’organo della masticazione a causa dell’errata estrazione della gran parte dei denti dal cavo orale».
«La colpa – si legge ancora – è ascrivibile ai sedicenti sanitari per avere, con grave imperizia ed errori tecnici di varia natura, provocato alla parte lesa persistenti infiammazioni al cavo orale, scorretta applicazione di protesi dentarie (come poi suffragato dalla loro successiva rimozione), sinusite cronica odontogena, cefalea, parodontopatia».

Risarcimento di 65mila euro

Uno degli aspetti più inquietanti dell’intera vicenda è che lo studio proseguiva nella sua attività nonostante Castiglioni già nel 2008 avesse subito una condanna per un fatto analogo.
La Guardia di Finanza di Busto Arsizio scoprì, peraltro, che il medico indicato come direttore sanitario della struttura, in realtà, era stato radiato dall’albo di Catania nel 2005. Senza abilitazione medica avrebbero compiuto numerosi interventi: dopo la condanna nel 2008 erano andati avanti, ma un paziente di Legnano, assistito dagli avvocati Marcello Gentili e Nicola Brigida di Milano, ha deciso di sporgere denuncia, portando a galla i danni fisici subiti durante alcuni interventi.

I legali porteranno avanti, oltre all’aspetto penale, anche quello legato al risarcimento del danno, quantificato, tra spese mediche, interventi di ripristino, danni permanenti e provvisori, in circa 65mila euro.

Pino Vaccaro
laprovinciadivarese.it