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TAR Lombardia, Giochi: non basta la motivazione delle fasce deboli per limitazione orari slot

La motivazione di “tutelare le fasce psicologicamente più deboli della popolazione rispetto ai pericoli di disagio, personale e sociale, insiti nella patologia del gioco d’azzardo compulsivo” non “consente di apprezzare la ragionevolezza e la proporzionalità della scelta effettuata dal Sindaco nella ponderazione degli interessi in gioco; ne consegue l’illegittimità, sotto questo profilo, dell’ordinanza de qua”.

Lo ha statuito il Tar Lombardia accogliendo il ricorso di due esercenti di Bresso, in provincia di Milano, contro l’ordinanza del sindaco che limita gli orari di funzionamento delle slot a dalle 10 alle 20. I giudici sottolineano come i “dati forniti dal Dipartimento dell’ASL Milano” dimostrino “come tale sindrome non solo sia in crescita esponenziale nell’intero territorio del capoluogo di Regione e nel Nord Milano, ma rivela picchi più elevati, sulla base degli accessi ai Sert, proprio nei Presidi Sanitari di Cinisello Balsamo e di Sesto San Giovanni, maggiormente contigui al nostro territorio comunale” e di fatto “mirano a identificare principalmente le caratteristiche socio-anagrafiche dell’utenza in carico presso le tre Strutture Complesse (SC) per le Tossico-alcooldipendenze dell’ASL di Milano, ma non consentono di cogliere, per ciò che attiene alla vicenda in esame, le dimensioni del problema del gioco d’azzardo nel territorio del Comune di Bresso”.

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