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Ticket sanitari, è caos negli uffici al pubblico

Non si sgonfia la «saga» del recupero dei ticket sanitari, la campagna antievasione lanciata dalla Regione Lazio con l’obiettivo di recuperare crediti. Oltre alle lettere «bonarie» che continuano ad arrivare creando apprensione si aggiungono disguidi: il numero verde per avere informazioni perennemente occupato, le scene di esasperazione davanti al front office regionale, che prosegue a collezionare senza sosta segnalazioni su segnalazioni.

Ieri è stata l’ennesima giornata di passione degli Uffici relazioni Pubbliche delle strutture sanitarie prese d’assalto da tanti cittadini desiderosi di avere chiarimenti. Ad effettuare un sopralluogo anche il capogruppo di Fi alla Pisana Antonello Aurigemma. «Ho constatato la disorganizzazione della Regione. Il presidente Zingaretti continua a nascondersi senza rendersi conto della realtà» ha chiosato senza mezzi termini. «Sono giorni che si verificano disagi, e il governatore non ha minimamente pensato di incrementare il personale all’Urp.

Ci sono soltanto 4 persone in più provenienti da Lazio Service, ma ovviamente non sono sufficienti in queste giornate caotiche». A rincarare la dose ci ha pensato il consigliere regionale Fabrizio Santori, sollevando la questione del frazionamento del credito. «Il contribuente non riceve un resoconto di tutte le voci di spesa, ma una cartella pazza per ogni ticket. Ci sono state persone che ne hanno ricevute addirittura tre. Inoltre, ogni avviso riporta, tra le voci di spesa, importi amministrativi pari a 25 euro, di fatto un costo esorbitante accollato ai cittadini anche su richieste di pochi euro» ha spiegato. «Facendo un semplice calcolo, se sono state inviate 235.000 lettere moltiplicate per 25 euro si arriva ad evidenziare un costo di gestione dell’operazione pari a 5.875.000 euro.

E’ una truffa che la giunta Zingaretti sta perpetrando ai danni dei cittadini. La Regione restituisca i soldi tolti a loro ingiustamente». Da via Cristoforo Colombo si prova a gettare acqua sulle polemiche, sciorinando i dati della prima fase dell’operazione. «In questa settimana, dopo l’avvio del recupero dall’evasione dei ticket sanitari relativi agli anni 2009-2010, già 8.000 cittadini hanno regolarizzato la propria posizione e sono stati incassati 710.000 euro», fa sapere la Regione«sono 1.500, a fronte di circa 235.000 lettere inviate, i cittadini che in questi giorni si sono recati presso gli uffici dell’Urp regionale.

Delle pratiche esaminate, il 90% sono risultate corrette, legittime e quindi esigibili dalla pubblica amministrazione. La Regione Lazio ha poi predisposto l’estensione, da 30 a 90 giorni, dei termini per il pagamento delle somme indicate dall’avviso, consentendo così di approfondire le verifiche quando richiesto». E Zingaretti twitta: «In 7 giorni 710.000 euro recuperati dagli evasori: l’investiremo in buona sanità». Non si arrestano, intanto, le iniziative a tutela delle vittime delle cartelle pazze

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