Federazione Sindacati Indipendenti

Recupero ticket sanitari, polemiche sulle ‘cartelle pazze’: Zingaretti chiede scusa

“Un fenomeno che inquieta e crea allarmismi tra lavoratori, pensionati e famiglie”. E’ l’allarme lanciato dal sindacato in merito all’avvio del recupero da parte della Regione Lazio dei ticket sanitari di quei cittadini che hanno usufruito dell’esenzione senza averne diritto. 235mila lettere di ‘avviso bonario’ il 3% delle quali, ammette la Regione stessa, verranno annullate in autotutela in quanto trasmesse per errore. In mattinata, a margine di un’iniziativa per la presentazione dei bandi per l’efficientamento energetico, lo stesso presidente regionale Nicola Zingaretti ha chiesto scusa per eventuali errori. Nel mirino soprattutto una cartella recapitata ad una bambina di dieci anni: “Se ci sono stati disguidi o se sono stati commessi errori, chiedo personalmente scusa agli interessati e la Regione Lazio farà di tutto per rimediare a questa situazione”.

RICHIESTE DI AIUTO – “Nei nostri uffici stanno arrivando infatti molti cittadini che ci chiedono aiuto perché hanno ricevuto lettere, da parte della Regione Lazio, con la richiesta di rimborso in quanto, da controlli effettuati, sarebbe emerso che il reddito delle famiglie coinvolte non consentiva di poter accedere alle esenzioni del pagamento dei ticket relativi a farmaci e prestazioni sanitarie” continua la nota. “In alcuni casi si tratta di rimborsi di somme esigue ma in molti altri si richiedono cifre ben più alte che arrivano anche a 400-500 euro, mettendo in grave difficoltà le famiglie già colpite da una durissima crisi economica”.

VERIFICHE – Dal sindacato fanno sapere che stanno proseguendo per le verifiche dei dati reddituali. Nel mirino anche le modalità per fare ricorso, procedimenti burocratici spesso difficili soprattutto per gli anziani. Via mail oppure con una raccomandata che comporta costi aggiuntivi. Per avere delucidazioni invece si può chiamare il numero verde oppure recarsi agli uffici regionali di Garbatella. Il pagamento deve essere effettuato in 30 giorni.

IL SINDACATO – “Vista la delicatezza della tematica chiediamo alla Regione maggiori delucidazioni sul processo di controllo che genera queste richieste di rimborso. Non possiamo, infine, tacere la complessità e i costi di una eventuale procedura di ricorso, che in questa occasione crea sconcerto e disorientamento tra le fasce più deboli e anziane della nostra regione”.

INTERROGAZIONE URGENTE – Il capogruppo Ncd alla Regione Lazio Daniele Sabatini, che le definisce “cartelle pazze”, ha predisposto un’interrogazione urgente. Nel mirino del consigliere soprattutto la difficoltà con cui si possono ottenere chiarimenti: “Un atteggiamento aberrante e irriverente nei confronti di soggetti che oggi si vedono recapitare cartelle pazze e che non riescono ad avere nessun chiarimento in merito. E’ impossibile, infatti, parlare con il numero verde messo a disposizione per eventuali chiarimenti e verifiche in quanto risulta continuamente non fruibile” scrive nella nota.

ALLARMISMO – “Non mettiamo in dubbio il fatto che alcuni soggetti possano aver approfittato della situazione, ma rifiutiamo di credere che la totalità dei soggetti raggiunti da queste avvisi “bonari”, che intimano il pagamento entro 30 giorni dalla ricezione, abbiano agito in malafede” scrive. “Se non bastasse, la ricezione di queste lettere ha creato un giustificato allarmismo tra i cittadini che hanno letteralmente preso di mira commercialisti, agenzia delle entrate e medici di base per avere delucidazioni in merito. In tutto questo ci viene segnalato lo scaricabarile della Asl che, invece di fornire informazioni e assistenza, sembra si limiti ad indirizzare gli utenti dai propri medici di famiglia”.

LE SCUSE DI ZINGARETTI – “Se ci sono stati disguidi o se sono stati commessi errori, chiedo personalmente scusa agli interessati e la Regione Lazio farà di tutto per rimediare a questa situazione” ha detto Zingaretti. “Quella che stiamo conducendo è un’operazione molto delicata che ha l’obiettivo di recuperare crediti e individuare evasori. Le risorse saranno reinvestite in servizi a favore dei cittadini: è un operazione che si basa su dati raccolti e comunicati anni fa e fino ad ora non utilizzati, ma ovviamente se gli uffici hanno commesso errori, ripeto, è giusto scusarsi con chi e stato vittima del disguido”.

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