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“Il medico che rispetta le linee guida non risponde del danno al paziente”

Il medico che sbaglia non potrà essere riconosciuto colpevole, nemmeno in caso di colpa grave, se avrà seguito tutte le linee guida della sua specialità. La commissione Affari sociali della Camera ha approvato la nuova legge sulla responsabilità professionale dei camici bianchi. Adesso il testo andrà ad altre commissioni che dovranno dare i loro pareri e poi arriverà in aula. L’intenzione è quella di ridurre il numero di cause contro i medici e in questo modo arginare il cosiddetto fenomeno della “medicina difensiva”, cioè la tendenza a fare troppo o troppo poco per paura di sbagliare.

Il cuore della norma, della quale è stato relatore Federico Gelli del Pd, è l’articolo 6 dove si dice che il professionista sanitario che cagiona a causa di imperizia la morte o la lesione personale del paziente risponde di omicidio o lesioni colpose “solo in caso di colpa grave. Agli effetti di cui al primo comma, è esclusa la colpa grave quando, salve le rilevanti specificità del caso concreto, sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida e le buone pratiche cliniche”. Tutte le società scientifiche saranno adesso coinvolte nella scrittura delle linee guida, o comunque nell’aggiornamento delle molte già presenti.

“Si è trattato di un lavoro lungo, un percorso che ha incontrato non poche difficoltà, ma ce l’abbiamo fatta, grazie all’impegno di tutti”, ha commentato il ministro Beatrice Lorenzin. “È un risultato storico, una svolta nella lotta alla medicina difensiva – prosegue Lorenzin – perché riesce a trovare un punto di equilibrio tra le tutele dei medici e diritto dei cittadini”. Nella norma si cercano di semplificare i percorsi risarcitori dei pazienti, così che la maggior difficoltà di ottenere ragione dal punto di vista penale sia bilanciata da una maggiore rapidità dei rimborsi dei danni. “Il medico non sarà più responsabile neanche dal punto di vista civile quando rispetta le linee guida – dicono dal ministero – prevedendosi la natura extracontrattuale della responsabilità dei medici non liberi professionisti, con conseguente inversione dell’onere della prova e dimezzamento del termine di prescrizione. Viene introdotta l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione. La conciliazione obbligatoria pone un freno al proliferare dei contenziosi giudiziari. Viene limitata, da un punto di vista della quantificazione, l’azione di rivalsa della struttura sanitaria nei confronti del medico. Viene creato un fondo di garanzia per le vittime di malasanità”.

Molto soddisfatto Federico Gelli: “L’approvazione di questo testo è il frutto di un lavoro in Commissione attento e meticoloso su un tema, quello della responsabilità professionale, che attendeva una modifica da lungo tempo. L’approvazione è avvenuta a larga maggioranza e ha visto il sostegno anche di alcune forze politiche dell’opposizione. Ci tengo a sottolineare il forte equilibrio del testo approvato a sostegno di pazienti e operatori del settore. Se da una parte infatti introduce nuove tutele per chi opera nelle aziende sanitarie, dall’altra garantisce nuovi diritti per i pazienti che hanno subito un danno”.

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