Federazione Sindacati Indipendenti

«Meriti di crepare di fame, non troverai più lavoro»

Ferrara, Rendine (Gol): trattamento umiliante per una tirocinante dell’Asp. Fatta ascoltare in conferenza stampa la telefonata fra la “tutor” e l’assistita che ha perso il lavoro. La donna assieme al consigliere comunale annuncia un’azione legale. L’assessore Sapigni: fatto di tutto per aiutarla, ma lei ha creato cattivi rapporti con i datori di lavoro. L’Asp: per questi servizi di sostegno ci affidiamo ad un consorzio

FERRARA. «Se tu non ritiri la tua denuncia non lavorerai mai più a Ferrara». «Per quello che hai fatto meriti di crepare di fame». Parole scandite al telefono e registrate da una cittadina immigrata che ha svolto due tirocini, entrambi chiusi in anticipo, presso due attività della città. La donna, V.L., 46 anni, straniera, si è presentata in conferenza stampa assieme al consigliere comunale di Gol, Francesco Rendine, per protestare contro il trattamento ricevuto dall’Asp, l’Azienda per i servizi alla persona, che ha finanziato i costi di un progetto di inserimento lavorativo per soggetti deboli al quale ha partecipato (la gestione operativa, precisa Asp, era di un consorzio convenzionato).

Nel corso di una conferenza stampa la donna, affiancata dal consigliere comunale, ha raccontato di aver subìto un infortunio sul lavoro durante uno dei due tirocini in un locale di un centro commerciale della città. Dopo quell’episodio presentò una denuncia ai carabinieri e all’Ispettorato del Lavoro. A fine luglio il tirocinio fu interrotto; successivamente la donna ha ottenuto un nuovo tirocinio in un’altra attività cittadina. Anche questo è stato sospeso all’improvviso, tra settembre e ottobre, in concomitanza con la telefonata (3 ottobre) durante la quale sono state pronunciate le frasi citate all’inizio dell’articolo. Affermazioni che hanno posto fine al rapporto di lavoro (la tirocinante ha registrato una parte della telefonata, che è stata fatta ascoltare ai giornalisti).La donna, assieme al consigliere Rendine, ha annunciato che si rivolgerà ad un avvocato.

Il motivo della conferenza stampa l’ha spiegato il consigliere comunale: «Confutare quanto afferma l’assessore ai servizi sociali, Chiara Sapigni, che in una lettera molto mielosa dice che l’assistita è una persona che si comporta male» e denunciare il trattamento «umiliante» subito dall’assistita. Rendine sulla questione ha presentato un’interpellanza l’8 ottobre scorso in cui chiedeva conto al Comune della vicenda, «segnalata anche al sindaco».

Il 10 novembre scorso, nella risposta, l’assessore Sapigni ricordava che la donna era stata inserita nel progetto “Dall’Accoglienza all’Autonomia” e che il primo tirocinio, «promosso e finanziato da Asp», era iniziato il 13 luglio scorso. La donna era «affiancata da un tutor dell’ente promotore (Asp) come previsto dal progetto». Il 17 luglio, l’incidente a seguito del quale la lavoratrice si è rivolta all’ospedale. «I certificati medici però – precisa l’assessore – non sono mai stati presentati nei tempi e nelle modalità atte a consentire una valutazione di eventuale infortunio sul lavoro. La signora inoltre manda alla tutor diversi sms con toni minacciosi (circostanza negata dalla tirocinante in conferenza stampa, ndr)».
Il rapporto di lavoro è stato sospeso a fine luglio a causa dei «rapporti ormai compromessi con l’azienda ospitante»; compromessi anche gli «obiettivi del progetto», precisa l’assessore. Un secondo tirocinio, sempre finanziato da Asp, è stato attivato a settembre, ma stando alla ricostruzione fatta dall’assessore Sapigni, la titolare dell’azienda avrebbe riscontrato problemi nella tirocinante «nell’espletare i compiti che le vengono richiesti ponendosi (la tirocinante, ndr) spesso in posizione di scontro e di polemica».

L’1 ottobre nuovo diverbio sul posto di lavoro. L’assistita è uscita temendo «per la sua incolumità», aggiunge l’assessore. L’azienda ritiene il rapporto «insanabile» e l’Asl liquida le spettanze. Secondo la risposta fornita dall’assessorato «la tirocinante impreca e minaccia la tutor ed il Servizio sociale in maniera molto pesante». Per l’assessore ai Servizi sociali, inoltre, «le modalità adottate dal Servizio sociale sono state consone alla situazione»; la volontà era «di offrire l’opportunità alla signora di uscire da una condizione di disagio».
Un quadro non condiviso da Rendine che fa riferimento ai contenuti della telefonata registrata per smentire l’assessore e conclude: «Perché durante un tirocinio per il sostegno di soggetti deboli la tirocinante non è stata assistita nella pratica per l’infortunio?». Infortunio che nella telefonata viene contestato dalla “tutor” (così indicata da Rendine e dalla tirocinante): «Non è infortunio, è malattia».

LA REPLICA DELL’ASP
La conferenza stampa di Francesco Rendine, capogruppo comunale di Gol, ha suscitato la pronta reazione dell’Asp, l’Azienda per i servizi alla persona contro la quale il consigliere è più volte intervenuto con atti ufficiali. L’8 ottobre scorso ha presentato proprio un’interpellanza dedicata al caso della tirocinante straniera che lamenta di aver subìto un infortunio non riconosciuto e una telefonata dai contenuti piuttosto forti. Dall’Asp ieri ha preso la parola la presidente, Angela Alvisi: «Per sostenere questi progetti di assistenza abbiamo stipulato una convenzione con il consorzio “Impronte sociali”, che riunisce diverse associazioni presenti nel settore dell’inserimento lavorativo. Noi paghiamo le fatture per il servizio».
Alvisi sottolinea che «non voglio prendere le distanze dal consorzio ma devo precisare che la tutor non è una nostra impiegata, era affiancata però da una nostra dipendente».
Alvisi esprime anche «perplessità sul contenuto della registrazione telefonica, ci sarà tempo e modo di chiarire. Chiederemo comunque di fare ulteriori verifiche sulla vicenda».

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