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Tangenti sanità a Milano, Maugeri patteggia 3 anni. Pronto a risarcire con 3,8 milioni

Ha patteggiato 3 anni e 4 mesi di reclusione l’ex presidente della Fondazione Maugeri, Umberto Maugeri, indagato nell’inchiesta con al centro l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione che ha portato a processo, tra gli altri, l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni e il faccendiere Pierangelo Daccò. Maugeri ha messo sul piatto un risarcimento ai fini della confisca di 3 milioni e 850mila euro. Altri 2 indagati hanno patteggiato portando l’entità totale dei risarcimenti a quasi 5,5 milioni.

Si tratta dei consulenti Claudio Massimo e Gianfranco Mozzali, rispettivamente 2 anni e 8 mesi con un milione e mezzo di euro di risarcimento e 2 anni e 6 mesi con 100mila euro messi a disposizione per la confisca. E’ stata stralciata, invece, la posizione di un intermediario, Sandro Fenyo, in quanto non è stato raggiunto un accordo sull’entità della pena. Ad accogliere le richieste di patteggiamento degli indagati, concordate con la Procura di Milano, è stato il gup milanese Carlo Ottone De Marchi.

Secondo l’accusa dalle casse della fondazione Maugeri sarebbero usciti circa 61 milioni di euro in 10 anni, che sarebbero serviti per concedere benefit di lusso all’ex governatore. In cambio, attraverso l’ex assessore regionale alla Sanità Antonio Simone e del faccendiere Pierangelo Daccò, la fondazione avrebbe ottenuto con delibere di giunta favorevoli, circa 200 milioni di euro di rimborsi indebiti.

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