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Sanità, un quiz per i manager Tutti sui banchi il 5 dicembre

I direttori generali di Asl, ospedali e istituti di ricerca chiamati al test di selezione. I candidati caleranno da 700 a 250 grazie ai curricula, poi a 125 con la prova attitudinale

L’email più temuta è arrivata venerdì nel tardo pomeriggio e ha già scatenato il panico: «I candidati saranno invitati a sostenere un test psicoattitudinale e di competenze manageriali in ambito socio-sanitario nella giornata di sabato 5 dicembre». Così adesso è ufficiale: per selezionare i manager della Sanità lombarda arriva il quiz. Il primo sabato di dicembre. Tutti i direttori generali delle 15 Asl, dei 29 ospedali e dei quattro istituti di ricerca e cura a carattere scientifico scadono il 31 dicembre. La nomina spetta al governatore Roberto Maroni. Ma quest’anno, per la prima volta, c’è una pre-selezione degli aspiranti ad opera di tre saggi, Gianluca Vago (rettore della Statale), Francesco Longo (docente del Cergas-Bocconi) e Cristina Masella (docente del Politecnico).

Il loro compito è ridurre i concorrenti da 700 a 125. Una prima scelta sarà fatta attraverso i curricula, per restringere il numero di aspiranti a 250. Per scendere, poi, ai 125 che si giocheranno la nomina da 180 mila euro l’anno alla guida degli ospedali, è stato deciso di utilizzare il test. I candidati dovranno risolvere quesiti psico-attitudinali e rispondere a domande aperte, tutti radunati in una mega aula, davanti al Pc, concentrati a mettere la X giusta per dimostrare leadership e autorevolezza. «Con successiva comunicazione – si legge nell’email inviata ieri dal Pirellone – gli interessati riceveranno indicazioni in merito al luogo e all’orario di svolgimento delle prove».

La decisione di adottare il sistema del quiz per arrivare alla rosa finale di candidati è dettata anche dalla necessità di fare in fretta. La short list, come viene definito in gergo l’elenco con i migliori 125, è da consegnare a Maroni entro metà dicembre. E la prova scritta è senza dubbio quella che assicura tempi più veloci, soprattutto rispetto all’alternativa dei colloqui faccia a faccia che avrebbero richiesto giorni e giorni. Anche la lettura dei risultati è più semplice e, probabilmente, con margini di discrezionalità ridotti al minimo. Ma è anche la soluzione più temuta dagli attuali direttori generali, in ansia: «E se poi non passo il test?», è la domanda ricorrente. I mal di pancia sono già molti.

di Simona Ravizza
milano.corriere.it