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Lombardia, domani patronati chiusi, no a tagli legge stabilità

Sono una quindicina le sedi territoriali dei patronati che, se verranno confermati i tagli previsti dalla legge di stabilità, rischiano di non poter proseguire la loro attività. L’iniziativa si terrà in tutta Italia. Proprio quel giorno, infatti, è previsto il licenziamento del testo in sede di commissione Bilancio. Questo l’obiettivo della mobilitazione contro i tagli ai patronati che, insieme alla Consulta Patronati e Caf, domani mattina saranno in presidio dalle ore 10:30 davanti al palazzo della Prefettura.

Una misura contenuta nella legge di stabilita’ “taglia di 28 milioni di euro il Fondo Patronati e riduce sia l’aliquota contributiva che lo alimenta, sia l’acconto sull’attivita’ gia’ realizzata”, fa sapere il Ce.pa che avverte: “Si tratta di una misura che, se approvata, metterebbe in ginocchio l’esistenza dei Patronati che scontano gia’ il taglio strutturale di 35 milioni dello scorso anno, arrivando a registrare, dal 2015 in poi, un totale annuo di riduzione di risorse di 63 milioni di euro”. “Dunque, un presidio di solidarietà che non può e non deve essere cancellato”, rimarca.

“Si sta mettendo a rischio l’intero sistema dei patronati , senza considerare che la pubblica amministrazione oggi tiene botta solo grazie alle decine di migliaia di persone che gestiamo noi”. Fatto è che il disegno di legge oggi in discussione prevede interventi per ridurre il Fondo dei Patronati per un importo di 28 milioni nel 2016, e per tagliare il Fondo per i Caf per un importo di 40 milioni nel 2016, 70 milioni nel 2017, 70 milioni per il 2018 e 100 milioni nel 2019.

“Quei contributi destinati ai patronati non sono dello Stato, ma dei lavoratori e delle lavoratrici che continueranno a pagare sulle loro buste paga gli stessi oneri di prima, ma con uno svantaggio in più, perché saranno privati della possibilità di potersi rivolgere ai patronati per espletare gratuitamente le procedure di riconoscimento di prestazioni previdenziali e socio assistenziali”. Una presenza che ha coinciso con la chiusura dei servizi al fine di sensibilizzare i cittadini.

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