Federazione Sindacati Indipendenti

Appalto, stazione appaltante, amministratore, aggiudicatario, parentela

T.A.R.

Calabria – Catanzaro

Sezione I

Sentenza 29 luglio 2014, n. 1209

N. 01209/2014 REG.PROV.COLL.

N. 01045/2014 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1045 del 2014, proposto da:
Edilcamp in Sas di Capalbo & C., rappresentata e difesa dagli avv. Andrea Di Leo, Gerolamo Angotti, con domicilio eletto presso Gerolamo Angotti in Catanzaro, via De Riso, 77;

contro

Comune di Corigliano Calabro, rappresentato e difeso dall’avv. Antonio Monteforte, con domicilio presso cancelleria TAR Catanzaro;

nei confronti di

Impresa Ll.Pp. P. Geom. Antonio, rappresentato e difeso dall’avv. Antonio Giovanni Fusaro, con domicilio eletto presso Giovanni Capilupi in Catanzaro, via Le Pera, 9;

per l’annullamento del provvedimento di esclusione (determinazione responsabile settore ll.pp. reg. settore n. 94, reg. gen. n. 623, del 20/6/2014) dalla gara informale lavori manutenzione straordinaria Viabilità comunale;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Corigliano Calabro e di Impresa Ll.Pp. Perrone Geom. Antonio;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli artt. 74 e 120, co. 10, cod. proc. amm.;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 luglio 2014 il dott. Emiliano Raganella e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Con lettera d’invito prot. n. 25780 del 30.5.2014, il Comune resistente invitava la ricorrente a partecipare alla gara informale per i lavori di manutenzione straordinaria- viabilità comunale- ex articolo 57 del d.lgs. n.163/2006.

La gara, avente ad oggetto lavori per un importo di euro 107.966,49 oltre IVA, prevedeva quale criterio di aggiudicazione quello del prezzo più basso.

Nella seduta dell’11 giugno 2014, la commissione di gara apriva il plico della ricorrente e deliberava la non ammissione della medesima per due motivi, segnatamente:

a) divieto di cui ai sensi dell’articolo 31 bis dello Statuto Comunale vigente;

b) poiché nel plico risultava non allegata la busta B destinata a contenere l’offerta economica, pur risultanti presenti due buste entrambe identificate come A- Documentazione amministrativa>>.

All’indomani dell’esclusione, la ricorrente trasmetteva il preavviso di ricorso e richiesta di autotutela evidenziando l’illegittimità della propria esclusione.

In data 16 giugno 2014 la stazione appaltante trasmetteva, ex articolo 79 del codice dei contratti pubblici, l’informazione della esclusione della gara richiamando la violazione dell’art. 31 bis dello Statuto Comunale vigente.

In data 24 giugno 2014 la ricorrente riceveva la comunicazione relativa all’esito della gara, aggiudicata definitivamente alla ditta P. Antonio per aver presentato il miglior ribasso percentuale.

Avverso il provvedimento di esclusione della procedura e del provvedimento di aggiudicazione in favore degli ditta P., insorge la ricorrente chiedendone l’annullamento, previa sospensiva.

Si costituivano in giudizio il Comune resistente e la ditta controinteressata chiedendo il rigetto del ricorso.

Alla camera di consiglio del 24 luglio 2014, previo avviso alle parti ex articolo 60 c.p.a., la causa è stata trattenuta decisione.

Il ricorso è fondato e pertanto deve essere accolto.

L’unico motivo di esclusione dalla gara della ricorrente è ravvisabile, secondo la stazione appaltante, nella violazione dell’articolo 31 bis dello Statuto del Comune resistente che recita “agli amministratori e loro parenti o affini sino al quarto grado è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenza appalti presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposte al controllo ed alla vigilanza del Comune”.

La ricorrente deduce la violazione del principio di tassatività delle cause di esclusione previsto dall’articolo 46 co. 1 bis del D.lgs. n. 163 del 2006.

Il motivo è fondato.

L’art. 46 co. 1 –bis, modificato dall’art. 4, comma 2, lett. d), n. 2), D.L. 13 maggio 2011, n. 70, prevede “La stazione appaltante esclude i candidati o i concorrenti in caso di mancato adempimento alle prescrizioni previste dal presente codice e dal regolamento e da altre disposizioni di legge vigenti, nonché nei casi di incertezza assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell’offerta, per difetto di sottoscrizione o di altri elementi essenziali ovvero in caso di non integrità del plico contenente l’offerta o la domanda di partecipazione o altre irregolarità relative alla chiusura dei plichi, tali da far ritenere, secondo le circostanze concrete, che sia stato violato il principio di segretezza delle offerte; i bandi e le lettere di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a pena di esclusione. Dette prescrizioni sono comunque nulle”.

Alla stregua del disposto normativo le cause di esclusione dalle gare sono solo quelle “normative” in quanto previste nel codice medesimo o nel regolamento di esecuzione o in altre disposizioni di legge vigenti.

Nel caso in esame la stazione appaltante fà discendere la causa di esclusione da una fonte statutaria che non è tra quelle tipizzate dalla disposizione citata e per di più non è neanche richiamata nella lex specialis.

Alla stregua delle considerazioni svolte il ricorso deve essere accolto e, per l’effetto, devono essere annullati i provvedimenti impugnati.

Sussistono giusti motivi per compensare le spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 24 luglio 2014 con l’intervento dei magistrati:

Guido Salemi, Presidente

Giovanni Iannini, Consigliere

Emiliano Raganella, Referendario, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 29/07/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)