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Campania, la sanità ha il commissario

SALERNO. Il tempo era scaduto già da un pezzo, con gli ospedali campani che con l’entrata in vigore della legge 161 – che impedisce al personale medico e paramedico di lavorare per più di 11 ore consecutive – tra qualche giorno non riusciranno nemmeno a far funzionare le sale operatorie per carenza di anestesisti e radiologi. E così ieri, finalmente, a sei mesi dall’insediamento di Vincenzo De Luca a presidente della Campania, il Consiglio dei ministri ha nominato il nuovo commissario regionale alla sanità. Si tratta di Joseph Polimeni, attuale vice commissario dell’Asl di area vasta Nord Ovest della Toscana. Come subcommissario è stato i nominato Claudio D’Amario, direttore generale dell’Asl di Pescara. Toccherà a loro, di concerto con De Luca, far rientrare la Campania dal deficit della sanità.

I nominati. Sia il ministro Lorenzin che il presidente De Luca ieri si sono attribuiti la scelta dell’extraterritorialità, cioè che entrambi i nominati non siano campani. Joseph Polimeni ha doppia nazionalità, quella degli Usa e l’italiana, ha 47 anni ed è sposato con 2 figli. Si è laureato a Firenze ed ha conseguito il master in management delle aziende sanitarie alla Bocconi. In Toscana è in atto un processo di profonda ristrutturazione della sanità e le precedenti 12 Asl sono stati ridotte a tre, ciascuna con al vertice un commissario. I precedenti direttori generali, a loro volta, sono stati nominati vice commissari e Joseph Polimeni è uno di questi, in quanto era direttore generale dell’Asl di Lucca. Vi arrivò nel 2012 in qualità di direttore sanitario e prima ancora era stato direttore dell’ospedale di Prato.

Il suo arrivo a Lucca coincise con la fase del trasferimento dal vecchio al nuovo ospedale cittadino. Aveva ricevuto offerte per la direzione generale dell’Asl di Viterbo ma declinò l’invito perchè il 19 maggio dell’anno scorso, il giorno succesivo all’apertura del nuovo ospedale luucchese, arrivò la nomina a direttore generale dell’Asl. Polimeni ha lavorato molto sull’a nuova organizzazione ospedaliera tiscana, che prevede il superamento dei reparti storicamente intesi, e l’organizzazione di due sole aree, la medica e la chirurgica, a lora volta suddivise in tre livelli di maggiore e minore intensita di interventi. Su questo modello organizzativo ha insistito molto ed è chiamato spesso a fare conferenze in giro per l’Italia. La sensazione è che abbia accettato l’incarico di fare il commissario in Campania per poi ritornare in Toscana non più da vice.

Claudio D’Amario, invece, fu nominatio direttore generale dell’Asl di Pescara nel 2009 e poi riconfermato sempre da un’amministrazione regionale di centrodestra. Ora, però, alla guida della Regione c’è il Centrosinistra e, a quanto si dice, in Abruzzo stavano cercando l’occasione per sostituirlo. Fu indagato, ma poi subito lo stesso pubblico ministero chiese l’archiviazione, per un appalto per il polo mmaterno infantile di Pescara. Successivamente, insieme ad altre tre persone, è finito nell’inchiesta per l’acquiosto di un immobile destinato allo staff e a servizi dell’Asl, e l’indagine è ancora aperta. D’Amario si vanta di aver risanato il bilancio dell’Asl pescarese riportandolo in attivo dopo 20 anni di rosso. Sulla sua gestione, però, pesano le liste di attesa, lunghe anche un anno, per effettuare una risonanza e i problemi di affollamento ai reperati di medicinio e gerariatria dell’ospedale di Pescara. E c’è chi fa notare che il bilancio in attivo è stato conseguito anche con i tagli di reparti ancora in corso negli ospedali di Penne e Popoli. Ad onor del vero va anche detto che l’anno scorso partecipò al concorso per direttori generali delle Asl del Lazio e fu inserito tra i 50 migliori manager italiani della sanità.

«Per me è un onore – ha detto D’Amario parlando del nuovo incarico – In Abruzzo veniamo da sette anni di gestione commissariata e forse questo ha contribuito».

Le reazioni. Il primo a commentare le nomine è stato Vincenzo De Luca. «La sfida di fronte a noi è difficile, il nuovo commissario risponde pienamente alle esigenze poste dalla Regione Campania», ha commentato detto il presidente . «È giusto ricordare – ha aggiunto – che siamo l’ultima regione italiana per i Lea, ultima per le liste d’attesa (fino a 270 giorni per una mammografia), ultima per qualità dell’assistenza con la vergogna dei tetti di spesa che lasciano ogni anno per quattro mesi privi di assistenza migliaia di nostri concittadini». «Procederemo – ha concluso – quanto prima alla scelta dei direttori generali sulla base dei nuovi criteri approvati dalla Regione superando presenze, in funzione dirigenziale, di persone totalmente non qualificate. Ci incontreremo quanto prima con i nuovi commissari con i quali definiremo in maniera chiara i tempi di fuoriuscita dal piano di rientro».

In un post pubblicato su Facebook, anche l’ex presidente della Campania, Stefano Caldoro, ha salutato la nomina del nuovo commissario per la Sanità campana : «Buon lavoro al nuovo commissario Joseph Polimeni ed al subcommissario Claudio D’Amario e un ringraziamento di tutta la comunità campana a Mario Morlacco ed Ettore Cinque che hanno svolto con competenza, dedizione e impegno uno straordinario lavoro, con risultati che sono riconosciuti una eccellenza in Italia».

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