Federazione Sindacati Indipendenti

Sospesi medici del 118 per aver delegato agli infermieri ‘atti medici’: è polemica

L’Ordine dei Medici di Bologna ha preso dei provvedimenti nei confronti di alcuni dirigenti del 118 sospendendoli dall’esercizio per aver predisposto protocolli per l’attività di assistenza svolta dagli infermieri del sistema di pronto intervento. La cosa non è piaciuta affatto alla federazione IPASVI (acronimo datato ma ancora valido per legge: Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari, Vigilatrici d’Infanzia) che urla a gran voce quando sia “inaccettabile” per le ragioni che spiegheremo per bene in questa intervista.

L’argomento è stato trattato da diversi portali e testate legati alla medicina e alla sanità, ma secondo il presidente del Collegio IPASVI di Bologna Maria Grazia Bedetti, l’informazione deve arrivare chiara ai cittadini. E’ lei a spiegare cosa è accaduto nei dettagli e quali sono i nodi della questione:

Ci spiega esattamente cosa è successo? “Domenica scorsa, cittadini e professionisti di Bologna e dell’Emilia Romagna hanno appreso da un quotidiano che, a seguito di un procedimento disciplinare avviato dal locale Ordine dei medici, alcuni dirigenti del 118 sono stati sospesi dall’esercizio professionale per aver predisposto protocolli operativi in cui, per particolari, specifiche e puntualmente dettagliate situazioni, gli infermieri in servizio sulle ambulanze possano intervenire, se chiamati in situazioni di emergenza, somministrando farmaci salvavita”.

Quali sono state le reazioni? “A Bologna la notizia ha lasciato sconcertati sia medici che infermieri. In poche ore abbiamo avuto riscontro che in tutta Italia e lo sgomento era molto alto. Il fatto riportato dal quotidiano si inserisce in un percorso di confronto/scontro fra professionisti, amministratori e politici locali iniziato da un anno quando un sindacato medico, lo SNAMI, è intervenuto sui media per criticare l’attuale organizzazione del servizio di emergenza territoriale riferendosi a due diversi episodi in cui erano intervenuti in prima battuta, coerentemente con i protocolli di riferimento, gli infermieri del 118.

Già da allora il Collegio degli infermieri era dovuto intervenire per rassicurare i cittadini sulla legittimità delle attività svolte dagli infermieri del 118 sia in termini giuridici (le attività svolte rientrano nell’ambito di autonomia professionale riconosciuto dalle norme che regolamentano l’esercizio della professione) che scientifici (le attività svolte fanno riferimento a Linee Guida internazionali adottate quindi in tutto il mondo) nonchè deontologici (gli infermieri fondano il loro operato su conoscenze certificate e continuamente aggiornate) e per raccogliere la rabbia e la frustrazione di tutta la comunità infermieristica che nella disconferma del lavoro svolto dai colleghi del 118 ha riconosciuto una disconferma più generale delle proprie competenze certificate e acquisite dopo anni di studio accademico; delle abilità tecnico scientifiche manutenute costantemente nel tempo; delle esperienze professionali pluriennali basate sulla collaborazione e quindi sulla convinzione che professionisti diversi, con competenze diverse, debbano integrarsi per un risultato comune: la miglior salute per i cittadini.

Parallelamente è nata quindi anche una particolare forma di protesta da parte di tutti gli infermieri, che utilizzando l’ormai collaudato linguaggio dei social network, quello dell’hashtag, ha invaso la rete web. In pratica gli infermieri fanno una foto esponendo un cartello con la scritta #noisiamopronti

Durante tutto il mese di novembre sono pervenute nella pagina Facebook del Collegio di Bologna oltre 500 foto di infermieri che silenziosamente con le loro foto gridano a gran voce: noi siamo pronti. Dalla Sicilia al Trentino. Sono pervenute foto anche di infermieri italiani che lavorano all’estero: Inghilterra, Svizzera, Francia, Germania, Papua Nuova Guinea, Mozambico. ..
Grazie anche al sostegno dell’Assessore alla Sanità del Comune di Bologna il 22 novembre si e’ svolta una manifestazione nella centralissima piazza Maggiore, il #noisiamopronti day, per coagulare e raccogliere la “protesta” ed analizzarla con i referenti politici locali.

L’Assessorato alle Politiche per la Salute della nostra Regione ha avviato un confronto fra le diverse realtà regionali con l’obiettivo di omogeneizzare le procedure dell’emergenza territoriale considerato che il proprio Servizio Legale appositamente consultato ritiene che “sulla scorta della legislazione internazionale, nazionale e regionale…nessun protocollo in uso presso le Aziende USL della Regione Emilia Romagna può essere considerato illegittimo.
E arriviamo a domenica scorsa, sulle procedure operative dei con la sospensione dei medici.

Ci parli della formazione degli infermieri…”Molti degli infermieri che lavorano nell’area dell’emergenza hanno un Master in Area Critica.Formazione permanente : per mantenere l’abilitazione all’esercizio i professionisti sanitari, e quindi anche gli infermieri, devono partecipare ad iniziative di aggiornamento accreditate per un totale di circa 50 ore l’anno”. Ecco uno schema esplicativo:

IPASVI: CHI SONO. La Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi è un ente di diritto pubblico non economico, istituito con legge 29 ottobre 1954, n. 1049, e regolamentato dal Dlgs 13 settembre 1946, n. 233, e successivo Dpr 5 aprile 1950, n. 221. Lo Stato delega alla Federazione Ipasvi la funzione, a livello nazionale, di tutela e rappresentanza della professione infermieristica nell’interesse degli iscritti e dei cittadini fruitori delle competenze che l’appartenenza a un Ordine di per sé certifica. L’organo di vigilanza della Federazione dei Collegi è il Ministero della Salute. La Federazione nazionale coordina i Collegi provinciali, che tra i loro compiti istituzionali hanno quello della tenuta degli albi dei professionisti. Per esercitare la propria attività l’infermiere ha l’obbligo di esservi iscritto. Le elezioni per il rinnovo degli organismi dirigenti locali e nazionali si svolgono ogni tre anni.

IL 118: ECCO COME FUNZIONA QUESTA ‘MACCHINA SALVA-VITE”. “Chiamare il 118 in situazione di emergenza sanitaria è in Emilia Romagna un atto praticamente automatico quasi un riflesso condizionato. E’ talmente connaturato nei cittadini che forse nessuno si chiede più come funzionavano le cose quando il 118 non c’era. O come in questi anni il sistema sia mutato e cresciu­to, e soprattutto quale organizzazione di uomini, mezzi e tec­nologie lo rendono funzionante. Tutte le richieste di soccorso sanitario confluiscono in questa Centrale Operativa. Il persona­le infermieristico che riceve le chiamate registra su sistema in­formatico le notizie ricevute, identifica una presunta criticità ed individua la risorsa idonea per rispondere al bisogno sanitario. Un mix di esperienza e di formazione imprescindibili per il per­sonale infermieristico che proviene dalla rete del sistema di Emergenza ed effettua un percorso formativo specifico.

La presenza del personale infermieristico rappresenta un valore aggiunto, non ultimo nei casi in cui supporta telefonicamente il personale laico nelle manovre rianimatorie o di disostruzione delle vie aeree ed in tutti i casi nei quali fornisce agli astanti indicazioni o semplici manovre prima dell’arrivo del mezzo di soccorso.

La tecnologia è stato l’elemento determinante per lo sviluppo del sistema 118; negli ultimi anni l’operatore ha a disposizione strumenti informatici sempre più potenti che permettono di identificare geograficamente la provenienza della chiamata, le criticità sanitarie (codice rosso, giallo, verde) e trasmetterle in tempo reale al mezzo di soccorso. Una rete di soccorso solida, sulla quale è stato possibile inne­stare dei percorsi specifici. In questi anni infatti, la strutturazio­ne di percorsi specifici per i pazienti con “trauma”, “infarto del miocardio” e “ictus”, ha consentito di garantire risposte di qua­lità e di tempestività assistenziali di gran lunga migliori rispetto a qualsiasi altra condizione preesistente.

Il 118 è fatto da persone, da competenze, esperienza, tecnolo­gia e organizzazione. Ma soprattutto passione. Passione di chi opera all’interno, che sia davanti ad un terminale, sopra un’am­bulanza, o a bordo di un elicottero. (Testo tratto dal video “Una telefonata allunga la vita” a cura dell’Agenzia informazione e ufficio stampa della Giunta Regione Emilia Romagna).

La Struttura. Realizzata nel 2013, la nuova Centrale Operativa 118 – che oc­cupa una superficie di 1.451 metri quadrati, articolata su due piani – ha consentito di migliorare la dotazione tecnologica e di ottimizzarne l’utilizzo, rafforzando ulteriormente le garanzia di efficienza e tempestività dei soccorsi.

Tutte le postazioni contano su una completa integrazione tra i sistemi radio, telefonici e dati, sull’applicativo informatico.In questo modo l’operatore può interagire con i diversi supporti utilizzando un unico computer ed una unica cuffia microfonica.Gli applicativi colloquiano con i database telefonici e cartogra­fici, riducendo al minimo gli errori di localizzazione di quanti si rivolgono alla Centrale 118. L’integrazione dei dati è completata dai flussi informativi da e verso i computer di bordo dei mezzi di soccorso. L’operatore di Centrale può conoscere, quindi, in tempo reale la posizione, la velocità e lo stato, di tutti i mezzi di soccorso sul territorio, individuando immediatamente quello più vicino al luogo di intervento.

In ogni postazione vi sono 4 monitor che permettono la visione simultanea di dati ed immagini. La sala, insonorizzata, permet­te la simultaneità delle comunicazioni radio e telefoniche, sen­za disturbo reciproco tra gli operatori. Sono presenti 2 videowall composti ciascuno da 4 schermi da 50 pollici affiancati, che compongono un unico schermo di 2 metri per 3.I videowall consentono a tutti gli operatori, nelle diverse postazioni, di visualizzare e scambiare in tempo reale, in una sorta di chat multimediale, informazioni video e applica­zioni come, per esempio, le telecamere poste sulle autostrade, il dettaglio delle attività in corso e i mezzi utilizzati, il video con­trollo dell’elisuperficie, il comando informatizzato di attivazio­ne dell’elisoccorso.
L’attività della Centrale

La Centrale Operativa 118, che garantisce il servizio nelle pro­vincie di Bologna, Modena e Ferrara, ha risposto nel 2014 a qua­si 395.000 chiamate di cui quasi 196.000 chiamate d’emergenza che hanno generato l’invio di uno o più mezzi di soccorso con una media giornaliera di 536 emergenze. Tali emergenze sono state classificate per il 25.8% dei casi a ele­vata criticità (codice rosso), il 39% per eventi di media criticità (codice giallo), mentre il 35.2% dei mezzi è stato impiegato per casi a bassa criticità (codice verde). La Centrale gestisce inoltre i trasporti legati all’attività di espianto/trapianto di organi per la regione Emilia Romagna, le maxi emergenze ed i trasporti ECMO. (Testo tratto dalla Rivista Professione Infermiere del Collegio IPASVI di Bologna).

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