Federazione Sindacati Indipendenti

Servizi Asl uniti con Massa Versilia sul piede di guerra

VIAREGGIO. No alla fusione dei distretti sanitari della Versilia con quelli di Massa e Montignoso. Per una volta la battaglia contro il rischio di tagli e accorpamenti all’Asl trova tutti d’accordo: i sindaci dei sette Comuni – che hanno sottoscritto un documento inviato all’Anci – e i rappresentanti dei lavoratori della sanità. Tutti sono concordi nel ritenere un pericolo la possibilità che i servizi distrettuali – ambulatori sul territorio, medici e pediatri di famiglia, assistenza a disabili e anziani – che la Versilia oggi garantisce con una buona qualità media finiscano assieme a quelli, non altrettanto efficienti, della zona apuana.

I servizi in ballo. Versilia e Massa sono già nella stessa Asl, un colosso appena creato dalla Regione che unisce la zona apuoversiliese a Lucca, Pisa e Livorno. Ma una cosa è essere nella stessa azienda sanitaria, un’altra è condividere la gestione dei servizi territoriali. Che va fatta tramite la cosiddetta “Zona distretto”. E che, nell’ambito della nuova Asl, avrà quasi la stessa importanza dell’ospedale nella definizione della qualità della tutela della salute. Perché non è solo nella chirurgia di alto livello, o nell’assistenza specialistica in generale, che si misura l’efficienza di un sistema. La sanità è anche e soprattutto come si assiste il paziente negli ambulatori dei distretti, o Case della salute, in quelli dei medici e dei pediatri di famiglia e nella gestione dei cosiddetti servizi per la non autosufficienza (dedicati ad anziani e portatori di handicap).

Oltre che nella quotidianità fatta di prelievi del sangue e vaccinazioni. Una gestione efficiente di questo sistema consente di fornire le cure di base nella maniera più limpida e lineare. Dando la possibilità all’ospedale di dedicarsi al secondo livello di assistenza, quello per i casi più gravi (i cosiddetti “acuti”). In Versilia l’eccellenza è rappresentata dalla Casa della salute di Querceta, un modello di riferimento per l’intera Toscana. Qualche problema in più ce l’hanno strutture vecchie come l’ex ospedale Tabarracci di Viareggio. Ma la qualità media è certamente buona. Non si può dire lo stesso, invece, dell’area massese. E per farsi un’idea basta leggere le cronache del nostro giornale sulle continue proteste degli utenti sia nel capoluogo che a Montignoso.

Cosa potrebbe succedere. La voce che la Versilia potrebbe essere unita a Massa nella gestione dei servizi territoriali è arrivata da settimane anche ai sindaci. Che hanno già preso posizione. «La Regione – spiega Ettore Neri, presidente della Conferenza dei sindaci della Versilia – ha intenzione di ridurre da 32 a 25 le Zone distretto in Toscana. Entro il 30 marzo i Comuni, tramite l’Anci, possono proporre eventuali definizioni della Zone distretto all’interno di ogni Asl. Dal 30 giugno la Regione deciderà in maniera autonoma. Noi primi cittadini abbiamo già ribadito in un documento che la Versilia deve rimanere indipendente: ne ha tutte le caratteristiche e le qualità». Se la Regione stabilirà d’imperio il matrimonio con Massa «non potremo che opporci in maniera netta – spiega Neri – perché è una decisione che contrasta con gli interessi della Versilia».

La manifestazione. Il sindacato Fsi ha annunciato per il 10 marzo una protesta all’ospedale di Lido contro l’eventualità della fusione. «I versiliesi hanno pagato con le loro tasse una buona assistenza territoriale – dice Daniele Soddu del sindacato Fsi – Ora tutto viene messo a rischio da questa prospettiva. Ok la posizione dei sindaci, ma noi chiediamo che sull’argomento
si esprimano anche i sette consigli comunali. La Regione deve farci vedere, cifre alla mano, perché dobbiamo accettare di unirci a una gestione inefficiente come quella di Massa. Dopo aver già inglobato i buchi di bilancio dell’Asl apuana».

@matteotuccini

iltirreno.gelocal.it