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Spese mediche nel 730 precompilato a rischio errore

È tempo di 730: dal 15 aprile sarà disponibile online il 730 precompilato, cioè la dichiarazione dei redditi – per lavoratori dipendenti e pensionati – con i dati già predisposti dall’Agenzia delle Entrate. Centri di assistenza fiscale (Caf), patronati e professionisti si sono già fatti le ossa lo scorso anno, ma ora c’è una novità, anzi, un’incognita: le spese mediche.

Nel 2015 non erano state inserite – il precompilato era agli esordi – quest’anno invece è previsto che lo siano: danno diritto a una detrazione del 19% sulle somme pagate, come altre spese abbassano le imposte che il contribuente deve sborsare, ed è giusto non dimenticarsele. Gli esperti mettono in guardia: proprio al capitolo delle spese mediche il 730 già predisposto potrebbe contenere errori.

Tra quattro settimane il precompilato sarà scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Tramite un pin i lavoratori dipendenti e i pensionati potranno accedere, controllare, accettare oppure modificare i dati e quindi inviare il 730 senza costi né intermediari.

Anche quest’anno il contribuente non ha l’obbligo di scaricare il modello predisposto: può dare mandato a un Caf o a un professionista di fare tutta la procedura al suo posto; ed è la strada consigliata, a meno che non si abbia dimestichezza con le procedure online e non si mastichi la lingua del fisco.

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L’INCOGNITA. La vera novità del precompilato 2016 è l’inserimento delle spese mediche: visite, acquisto di farmaci, analisi diagnostiche; appena nata, la prassi è stata subito messa a dura prova; le spese mediche sono un indicatore significativo della salute delle persone e a gennaio il Garante della privacy ha ricordato che tali dati «sono particolarmente delicati e non tutti, inclusi i familiari a carico, gradiscono che vengano inseriti anche solo parzialmente nella dichiarazione dei redditi».

Da qui è stata prevista la possibilità da parte del contribuente di chiedere la cancellazione di una o più tipologie di spesa dal Sistema Tessera Sanitaria, canale di trasmissione dei dati. Sono tenuti alla comunicazione i medici, le farmacie, le strutture sanitarie… La questione della privacy che si è innestata tra capo e collo, l’esenzione dall’obbligo di trasmettere i dati per alcune categorie di medici – come gli psicologici – e l’onere per altri (ma senza sanzioni per gli inadempienti) mettono un’ipoteca sull’efficienza del sistema. E anche per gli addetti ai lavori rimane l’incognita di quanti e quali dati il contribuente troverà nel 730 online.

COSA CI SARA’. «La sensazione è che troveremo assai poco. Probabilmente gli unici soggetti in grado di inviare i dati sono state le farmacie, sempre che abbia funzionato il Sistema Tessera Sanitaria. Noi crediamo e speriamo, piuttosto, che quest’anno siano più affinati i dati delle certificazioni uniche rilasciate dai sostituti d’imposta; e quelli relativi ai mutui, per esempio; gli intermediari lo scorso anno hanno buttato dentro di tutto, persino assicurazioni scadute e mai rinnovate».

STARE IN GUARDIA. L’arcano verrà svelato solo dopo il 15 aprile. Intanto il consiglio è: «Fotocopiare e custodire tutte le ricevute e gli scontrini perché i dati delle spese mediche potrebbero essere: o errati, o insufficienti o non esserci affatto. Il 730 precompilato deve essere un aiuto, una base di riferimento, non si deve prendere per buono e acriticamente. Bisogna sempre verificare la correttezza dei dati; e se non si è in grado di farlo, è bene affidarsi a qualcuno».

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