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«Infermieri, calma» Usl, 5 minuti in più per ogni paziente

Aumenterà di cinque minuti il tempo di assistenza per ogni paziente ricoverato in medicina e ha già istituito un osservatorio aziendale interno per controllare gli standard e il rispetto dei livelli assistenziali. Si procede quindi a passo spedito. L’intervento, annunciato dal direttore generale Francesco Benazzi, arriva dopo aver compiuto alcuni blitz nelle medicine del Ca’ Foncello, più volte finite sotto accusa per sovraffollamento, carenza di personale e conseguenti disagi per l’utenza. Spesso i reparti si trovano in sofferenza visto che sono tarati per una novantina di pazienti, un numero che nei periodi di maggior afflusso lievita fino a toccare i 120 pazienti ricoverati con l’aggiunta di posti letto bis e tris. «C’è un margine di miglioramento che vogliamo sfruttare» ha fatto sapere il numero uno della sanità trevigiana, «la Regione prevede 190 minuti di assistenza a paziente, noi attualmente ne garantiamo 185. Dobbiamo arrivare a quella soglia, aumentando di cinque minuti pro capite».

Il parametro citato da Benazzi non è casuale, si tratta dell’indicatore fornito dalla delibera regionale 214, introdotta un paio di anni fa, sul minutaggio dei livelli assistenziali per gli ospedali del Veneto, stabilendo quanto tempo debba essere garantito a ogni paziente, a seconda dell’area in cui è ricoverato (175 minuti per chi si trova in un letto della riabilitazione e lungodegenza, 185 per le aree di, chirurgia generale e ostetricia, 200 per la pediatria, solo per citare alcuni esempi). Troppo poco, avevano denunciato all’epoca i sindacati e il collegio Ipasvi degli infermieri. Quest’ultimo, particolarmente critico, sosteneva che «centottantacinque minuti per paziente al giorno è troppo risicata, poiché la soglia minima dev’essere di 220 minuti e se si va sotto i 200 viene messa a rischio la sicurezza dell’assistenza al malato».

Ora Benazzi punta a raggiungere la soglia minima regionale, aumentando il minutaggio, a oggi insufficiente, per i pazienti delle medicine trevigiane. «In questo modo garantiremo la completezza del servizio», spiega il direttore generale, «per farlo dovremmo aumentare un po’ l’organico, prevedendo un turno in più di operatori socio sanitari o di infermieri». In questo modo si punta a ridurre i disagi per i pazienti. La modifica degli orari destinati a ogni degente verrà ora discussa da un osservatorio aziendale. Il gruppo di valutazione è stato appena costituito dalla direzione strategica dell’Usl 9. La rappresentanza aziendale è composta da direttore sanitario, il collega della funzione ospedaliera, il dirigente della programmazione, il referente del servizio professioni sanitarie e il responsabile del servizio personale dipendente.

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