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Sanità Lombardia: Walter Bergamaschi diventa direttore generale della Statale di Milano

Sub appalti sospetti per le attività di riabilitazione dell’ospedale di Vimercate. Sarebbero stati rilevati dal comitato per la trasparenza della Regione, che per questo ieri ha inviato tutti gli atti in Procura a Monza. Il comitato è stato incaricato dal governatore Roberto Maroni di passare al setaccio tutti gli appalti dopo lo scoppio dell’inchiesta Smile. Che ha portato agli arresti, tra gli altri, del braccio destro dello stesso Maroni, il leghista Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità e papà della riforma del settore. Nonché dell’impreditrice Maria Paola Canegrati, alias “lady dentiera”, da anni a capo di una galassia di società che operano nel settore delle cure dentarie low cost con appalti negli ospedali lombardi.

Gli atti amministrativi ritenuti sospetti dai tecnici regionali, e per questo segnalati alla Procura per il sospetto di eventuali illeciti penali, riguarderebbero il servizio di riabilitazione. Dato in subappalto in diverse occasioni, e per diversi anni, a una delle società riconducibili a Canegrati. La cui attività principale per anni è stata quella dei service dentistici, all’insegna del motto delle “cure dentarie per tutti”: un’idea sposata anche da Rizzi e dal suo collaboratore Mario Longo (anche lui arrestato): i due in cambio di tangenti (tra cui una per pagare la campagna elettorale del leghista nel 2013) secondo i magistrati avrebbero favorito l’imprenditrice.

“La Regione ha messo a disposizione della Procura di Monza e di quella regionale della Corte dei Conti i primi esiti, ritenuti di possibile interesse per l’autorità inquirente, dell’attività di controllo disposta dal governatore, a seguito dell’indagine denominata Smile – ha spiegato ieri sera, in una nota, il sottosegretario regionale alla Trasparenza, ed ex procuratore capo di Pavia, Gustavo Cioppa – nei prossimi giorni seguiranno ulteriori analoghe iniziative, connesse agli sviluppi dell’attività della Commissione di inchiesta, istituita dal presidente Maroni e guidata dall’ex Gdf Mario Forchetti, sulla rispondenza ai principi di trasparenza, imparzialità della pubblica amministrazione degli atti e dei comportamenti riscontrati nelle aziende sanitarie pubbliche coinvolte nel citato procedimento penale”.

Punto di partenza delle indagini condotte dal comitato regionale, anche in questo caso una denuncia fatta da Giovanna Ceribelli, commercialista di Caprino Bergamasco e revisore dei conti prima all’ospedale di Vimercate e ora in quello di Chiari. Ceribelli era stata la prima a segnalare le irregolarità negli appalti ottenuti dalle società di Canegrati per quanto riguardava le cure
dentarie: dal suo esposto era poi partita l’indagine della magistratura. Sempre lei ha poi presentato altre segnalazioni, in merito a presunte irregolarità nell’assegnazione sia degli appalti della riabilitazione, sia del servizio infermieristico a Vimercate. Il cui ex manager, Pietro Caltagirone, figura anche lui (con altri funzionari dell’ospedale) tra gli indagati dell’inchiesta Smile: per lui, il gip un mese e mezzo fa ha disposto l’obbligo di dimora.

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