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Tangenti sanità, Mantovani libero per un vizio di forma: può tornare al Pirellone

Colpo di scena nella vicenda che riguarda l’ex presidente della Regione Lombardia Mario Mantovani, arrestato lo scorso ottobre per presunte tangenti nell’ambito di alcuni servizi sanitari e ai domiciliari dallo scorso 23 novembre. Da oggi Mantovani, che è stato anche ex assessore alla Sanità di Regione Lombardia, è tornato libero. A stabilirlo la quarta sezione penale del Tribunale, che ha accolto un ricorso della difesa di Mantovani fondato su un “cavillo” legale legato ai tempi di deposito delle motivazioni del Riesame: in sostanza sarebbero trascorsi più di 30 giorni da una decisione dei giudici del Riesame sulla mancata concessione dei domiciliari e il deposito delle relative motivazioni.

Mantovani non si è mai dimesso da consigliere regionale
Senza entrare troppo nel “legalese”, la sentenza di oggi dei giudici ha due effetti immediati: il primo è che l’ex senatore Pdl potrà uscire dalla sua abitazione. Il secondo, più eclatante, è che potrebbe presto tornare a sedersi in Consiglio regionale. Mantovani, infatti, dopo il suo arresto si era autosospeso dalla carica di vicepresidente della Lombardia, ma non si è mai dimesso dall’incarico di consigliere regionale. Questo significa che, a partire dalla prossima seduta in programma al Pirellone, il “Faraone di Arconate” – come veniva soprannominato Mantovani nel suo paese di origine – potrebbe accomodarsi tranquillamente al suo posto nell’aula del Consiglio. La revoca dei domiciliari non cancella però il prossimo appuntamento di Mantovani coi giudici: è fissato per il prossimo 8 giugno, quando inizierà il processo con rito immediato che lo vede imputato per corruzione, concussione e turbativa d’asta.

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