Federazione Sindacati Indipendenti

Due reparti dell’ospedale in attesa del primario

VIAREGGIO. Due reparti fondamentali dell’ospedale Versilia, pronto soccorso e medicina generale, sono senza primario. E i posti – resi vacanti dai pensionamenti degli ormai ex direttori – rischiano di rimanere vuoti a lungo. Perché, come spiega Doriana Micheletti del sindacato autonomo Fsi, dopo la fusione delle Asl la burocrazia nella sanità è al palo. «La nostra azienda sanitaria – dice – ha chiesto che venissero fatti i bandi di concorso per gli incarichi ai nuovi primari. Ma, a quanto mi risulta, l’Ente regionale che si occupa di queste pratiche non li ha ancora indetti». Un problema non da poco, anche se – è bene precisarlo – oggi i due reparti sono guidati da dottori capaci e in gamba. A cui l’Asl ha dato l’incarico di referenti per la gestione del lavoro quotidiano.

Il pronto soccorso. Conclusosi il periodo di ferie, Sergio Milletti darà ufficialmente l’addio all’incarico di direttore della prima linea dell’ospedale. Un addio che è già nei fatti: Milletti ha lasciato l’incarico una decina di giorni fa, per non rientrare più. Come referente del pronto soccorso l’Asl ha nominato la dottoressa Cinzia Marchetti, 55 anni, di Massarosa, molto apprezzata e stimata. Un medico che ci mette la faccia, tant’è vero che è responsabile dell’Asl per il “codice rosa”: per chi non lo sapesse, è quel servizio che tutela le donne che si presentano all’ospedale con evidenti segni di violenze familiari. Un lavoro in cui servono la sensibilità e l’umanità che devono contraddistinguere un bravo medico.

La medicina generale. Da quasi un anno, da quando cioè la dottoressa Paola Lambelet ha lasciato il “Versilia” per andare in pensione, referente della medicina è il dottor Daniele Taccola, 51 anni. Anche in questo caso si tratta di un medico apprezzato dai colleghi e dalla comunità, pure lui versiliese doc: vive a Marina di Pietrasanta ma è viareggino d’origine.

Seggi vacanti e burocrazia. Nessun dubbio, quindi, sulla professionalità di chi in questo momento sta tirando avanti le fila di due reparti molto importanti. Così come non ci sono dubbi sul fatto che il lavoro dei medici non viene inciso minimamente dall’avere di fronte un direttore vero o temporaneo. Ma è chiaro che il ruolo del “facente funzione” ha dei limiti oggettivi. «Ogni ospedale che si rispetti – spiegano dal sindacato Fsi – deve avere i suoi primari con tanto di nomina. Ma al “Versilia” la situazione rischia di rimanere così a lungo, perché l’Estar non ha provveduto a indire i concorsi. Con questa riforma è tutto fermo, a partire dalla burocrazia». I dubbi sulla possibilità che non vengano nominati nuovi primari sono stati fugati dalla direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis. Che ha garantito, sia ai sindaci della Versilia che pubblicamente, che l’ospedale di Lido avrà i suoi due nuovi direttori.

Il caso distretto. Nel frattempo prosegue la battaglia dei sindaci e dei dipendenti Asl per salvaguardare l’indipendenza dei distretti sanitari della Versilia. Ricordiamo brevemente la questione: la Regione ha previsto un accorpamento di alcune “Zone distretto”, cioè le attività territoriali (ambulatori dei medici di famiglia, distretti Asl e così via). La Versilia non vuole finire con Massa o con altri, anche perché i servizi nella zona apuana non sono eccelsi.
Negli ultimi incontri Ettore Neri, presidente dei primi cittadini per quanto riguarda le questioni sanitari, ha ribadito la posizione degli amministratori: nessuna fusione con Massa, né tantomeno con Pisa (voce circolata negli ultimi giorni) sarà accettata.

iltirreno.gelocal.it