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FSI: concordato Maugeri, primo sì al salvataggio

PAVIA. Ha incassato il primo sì dei creditori la proposta di concordato preventivo della fondazione Maugeri presentata martedì con un parere favorevole dai curatori fallimentari Stefano Ambrosini, Rolando Brambilla e Mauro Zampollo. La prima adunanza dei creditori nell’aula magna della Fondazione di via Maugeri si è conclusa senza nemmeno un no, hanno tutti detto sì al piano. E come letto ad alta voce dal giudice Andrea Balba di fronte a creditori e vertici Maugeri al termine
Alla Maugeri martedì c’era anche il rappresentante della Regione Lombardia che, per primo, ha depositato il suo sì nel contenitore giallo usato per raccogliere i voti: un tassello importante dato che la Regione vanta crediti per 230 milioni e 833 mila euro nei confronti della Fondazione. Un chiaro segnale dell’approvazione del Pirellone sull’operato di Fsm per uscire dal suo periodo più nero cominciato con l’inchiesta sui fondi neri. «Molto positiva la presenza del rappresentante della Regione – ha sottolineato il presidente della fondazione Maugeri Gualtiero Brugger appena ascoltato l’esito della prima votazione – e l’assenso esplicito che sostituisce il silenzio assenso, la presenza attiva già costituisce un segno di vicinanza. Molto importante anche il fatto che non ci sia un voto negativo, anche se ovviamente dobbiamo attendere i venti giorni della pronuncia di voto. La maggioranza dei creditori già c’è, restiamo in attesa ma in ogni caso siamo convinti di avere dato ai creditori la maggiore soddisfazione possibile».

Sorride il direttore generale Gianni Giorgi anche se «non bisogna ancora cantare vittoria». E tra i creditori delle classi 3 e 4, i più numerosi (e pieni di domande) ieri all’adunanza, i volti sono soddisfatti. Nella classe 3 ricadono i creditori strategici, essenziali per lo svolgimento dell’attività d’impresa: per loro è previsto il pagamento integrale dei crediti in sei rate mensili entro il 31 dicembre 2016. I creditori commerciali chirografari saranno invece pagati non più in quote del fondo, ma in denaro, coi 54,4 milioni di euro della cessione delle quote del fondo immobiliare a Trilantic meno il costo dell’operazione di concordato, consulenze e simili stimate intorno a 1,6 milioni di euro: il pagamento avverrà entro 60 giorni dalla vendita a Trilantic, prevista entro 15 giorni lavorativi dalla data di efficacia dell’accordo.

I sindacati hanno assistito all’adunanza dall’aula accanto, in streaming. «I commissari hanno ribadito la fattibilità e la convenienza della soluzione concordataria in continuità d’esercizio – commentano Cgil, Cisl, Uil, Fials e Fsi , – l’unica a salvaguardare gli attuali livelli occupazionali, rispetto a quella fallimentare. Terremo informati i lavoratori sull’esito definitivo del procedimento in corso».

Commenti positivi da parte di Patrizia Sturini, Fp Cgil, che con Daniele Busca (UilFpl), Isabella Negri (Fsi), Giuditta Bettinelli e Pasquale Decata per i medici dell’Assomed, ha seguito l’incontro dall’aula accanto, in streaming: «Bene che i commissari abbiano dato parere favorevole a un piano che salvaguarda i livelli occupazionali», ha detto. «Confidiamo in un esito favorevole» aggiunge Daniele Busca. La Usb invece esprime qualche timore sulle difficoltà del «trasferimento degli accreditamenti dalla Fondazione alla newco», spiega Marina Scarpa».

«Il problema non è se gli accreditamenti alla newco saranno concessi o meno – risponde il vice direttore generale Paolo Migliavacca – ma ottenerne il trasferimento contestuale: stiamo lavorando a un coordinamento dei tempi tramite il Ministero in modo che tutti gli enti predispongano un provvedimento con efficacia successiva congiunta per essere pronti a ottobre».

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