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Reggio Calabria, com’è nata l’inchiesta su errori medici coperti e aborti senza consenso continua

Dopo la pubblicazione delle intercettazioni dei medici coinvolti nell’inchiesta sugli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria e sugli operatori sanitari dei reparti di neonatologia, ginecologia e anestesia – che due giorni fa hanno portato all’arresto di quattro ginecologi e all’interdizione dall’esercizio della professione di altre sette persone – la procura della Repubblica reggina ha ricostruito tutta la genesi dell’indagine.

In una nota il Federico Cafiero de Raho racconta che l’inchiesta è nata “nel maggio 2014, a seguito del deposito dell’informativa della Guardia di finanza, avvenuto il 28 maggio 2014” in cui venivano comunicati “gli esiti dell’attività di riascolto e trascrizione delle conversazioni” intercettate in un altro procedimento, risalente al 2010, relativo al reato di associazione mafiosa.

Da quei documenti è venuta fuori una “complessa informativa” sui Riuniti che a causa della “delicatezza e l’urgenza della trattazione dei temi di indagine” è stata assegnata ai pm “che hanno provveduto all’ iscrizione nel registro delle notizie di reato il 31 maggio 2014”. Da quel momento sono partite le indagini, che hanno accertato le vicende avvenute tra il 2010 e il 2014, eventualmente riaperto fascicoli archiviati e riunito i singoli episodi “nell’ambito di un procedimento unitario”.

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