Federazione Sindacati Indipendenti

Daniele Mennillo confermato alla segreteria della FSI: “I lavoratori della sanità sono in sofferenza”

VERBANIA – Si è svolto tra mercoledì e giovedì a Verbania il primo congresso provinciale della FSI (Federazione sindacati indipendenti), sindacato che nel VCO opera prevalentemente nel settore della Sanità pubblica.

Segretario provinciale è risultato eletto Daniele Mennillo, che già ricopriva il ruolo pro tempore, con lui nella segreteria: Pasquale Turchiarulo, Barbara Picchetti, Barbara Copia, Ignazio Messina. Mennillo ha ricevuto anche la nomina di rappresentante al congresso nazionale. “Sicuramente tra i primi obiettivi c’è il lavoro per far crescere e per ampliare l’azione del sindacato anche ad altri settori, penso al privato ad esempio, ma anche alla scuola o ai comuni”, spiega il segretario. Ciò non toglie che nella sanità il lavoro da fare sia ancora tanto, precisa.

“La criticità maggiore? E’ quella legata agli organici – prosegue – mancano una trentina persone, infermieri soprattutto, ma anche Oss (operatori socio sanitari ndr), tecnici, anche se si parla dell’assunzione a breve di due figure in questa posizione. Il sindacato si scontra con diverse problematiche – prosegue Mennillo – ed ha da tempo perso potere contrattuale. C’erano rimasti i cosiddetti fondi residui, ma anche quelli vengono adoperati in maniera non condivisibile e dire che sono soldi nostri, soldi dei lavoratori della sanità. Vorremmo che fondi potessero portare ad un avanzamento di fascia per tutti, visto che nel VCO siamo indietro rispetto ad altri. Tanto per fare un esempio, a parità di data di assunzione chi lavora a Vercelli è due fasce più avanti a me. Ma invece di considerare un riequilibrio per tutti, si usano quei soldi per pagare il gettone di presenza nei rientri.

Non è giusto, non è coi soldi dei lavoratori che si può supplire ai disagi della Asl. In definitiva i lavoratori della Sanità del VCO, e non dimentichiamo che con l’ospedale plurisede c’è anche il problema degli spostamenti, sono persone che lavorano in sofferenza”.