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Lavoro, nuovi voucher al test dei controlli

Un sms o una email da inviare almeno un’ora prima all’Ispettorato del lavoro con nome e dati del lavoratore, luogo e durata della prestazione. Multe per gli inadempienti e un margine di tolleranza più ampio in agricoltura (7 giorni). Il decreto correttivo dei voucher – varato in via preliminare dal Governo venerdì scorso – riaccende i riflettori su controlli e ispezioni.

Su questo fronte la novità più rilevante prevista dal Jobs act è l’Agenzia nazionale introdotta da uno dei decreti di settembre 2015 (il n.149). Una cabina di regia unica per la vigilanza, con l’obiettivo dichiarato di coordinare gli interventi di ministero del Lavoro, Inps e Inail per evitare inutili sovrapposizioni, dotata di autonomia organizzativa e contabile, e in grado di mettere in campo fino a 6.357 persone, tra figure dirigenziali e non.

Partenza al ralenti

A quasi nove mesi di distanza, però, l’Agenzia unica resta ancora sulla carta, tanto che l’Inps, con la circolare n. 76 del 9 maggio, ha autonomamente dettato, per i propri ispettori, apposite linee guida, pur facendo un cenno alla prospettiva della piena operatività dell’Agenzia(si veda anche l’articolo più in basso).

Due dei tasselli chiave per la partenza di questo Ispettorato nazionale sono in attesa di entrare in vigore: lo Statuto (decreto firmato dal presidente della Repubblica il 26 maggio) e il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) che disciplina l’organizzazione del personale e dei beni strumentali.

Provvedimenti che attendono la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma che non bastano per la concreta operatività del nuovo ente. Per completare il puzzle, infatti, serviranno almeno altri due passaggi: la ricognizione da parte del ministero del Lavoro del personale da trasferire all’Ispettorato (entro 45 giorni dall’entrata in vigore del Dpcm, ora in fase di registrazione alla Corte dei conti) e un decreto interministeriale per sancire l’avvio dell’operatività dell’Agenzia, con l’effettivo trasferimento degli ispettori.

Le forze in campo

L’Ispettorato avrà una sede centrale a Roma, 4 uffici interregionali e 74 territoriali.

Agli ispettori del nuovo organismo spetterà la vigilanza in materia di lavoro, contribuzione obbligatoria e legislazione sociale, con “poteri” in materia di sicurezza riferiti a cantieri edili, attività a rischio di radiazioni ionizzanti, impianti ferroviari e alla verifica periodica degli ascensori e montacarichi nelle aziende industriali.

L’assunzione di nuovo personale diventerà prerogativa esclusiva dell’Ispettorato nazionale, anche se c’è da dire che Inps e Inail continueranno ad avere in organico i propri ispettori fino alla pensione, mantenendo così i rispettivi poteri sul fronte della vigilanza.

La situazione attuale, secondo i dati forniti dal ministero del Lavoro, vede all’opera 2.897 ispettori del lavoro, anche se «parte di questi – specificano dal dicastero guidato da Giuliano Poletti – non svolgono full-time attività di vigilanza in quanto impegnati nel contenzioso, nelle conciliazioni e in altre attività di competenza delle Direzioni territoriali del lavoro». A questi si aggiungono 324 militari dell’Arma dei Carabinieri operanti presso le Direzioni del lavoro. Gli ispettori Inps – dopo l’opzione per il passaggio all’Ispettorato – sono invece 1.240 mentre quelli dell’Inail (sempre post opzione) sono 312.

Coordinamento con le Asl

In materia di salute e sicurezza, l’Ispettorato nazionale si coordinerà con i servizi ispettivi delle Asl e delle Agenzie regionali per la protezione ambientale per assicurare uniformità di comportamento e una maggiore efficacia degli accertamenti ispettivi, evitando la sovrapposizione dei controlli. Un obiettivo, quest’ultimo, non nuovo, se si pensa che già sei anni fa il Collegato lavoro puntava all’uniformità e alla trasparenza dei controlli, fissando regole comuni per le procedure ispettive e delineando in maniera netta i contenuti del verbale di primo accesso, con il quale l’ispettore fotografa la situazione che si presenta ai suoi occhi una volta entrato in azienda.

L’ultimo report sulla vigilanza, relativo al 2015, evidenzia 206mila aziende ispezionate (-7% sul 2014), di cui 136mila irregolari, e con un recupero di contributi evasi di quasi 1,3 miliardi. I controlli del Lavoro sono stati quasi 146mila (+4%), «un dato – si legge nel rapporto – legato anche all’intensificazione delle campagne per contrastare lavoro nero e caporalato, che non ha peraltro pregiudicato l’esito della strategia avviata da anni, volta a concentrare le verifiche verso obiettivi particolarmente significativi, a prescindere dalla realizzazione di un aumento numerico delle ispezioni». La linea, insomma, sembra chiara: meno controlli, più risultati, senza intralciare l’attività produttiva.

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