Federazione Sindacati Indipendenti

Iscrizione al Servizio Sanitario, conto salatissimo per gli anziani in Lombardia

Milano – Fino a 1500 euro per avere un medico di famiglia a cui rivolgersi quando stanno male.

È il conto presentato da alcune Asl della Lombardia a nonnette e nonnetti stranieri che hanno raggiunto i loro cari con un ricongiungimento familiare e vogliono iscriversi al Servizio Sanitario. Un conto salatissimo e ingiusto, perché contrario non solo alla sentenza di un tribunale, ma anche alle disposizioni che, in seguito a quella sentenza, erano state diramate dalla Regione Lombardia.

Il testo unico sull’immigrazione prevede che gli ultrasessantacinquenni stranieri arrivati in Italia con un ricongiungimento stipulino un’assicurazione privata sulla salute oppure si iscrivano volontariamente al Ssn versando un contributo determinato con un decreto dal governo. Entrambe le strade, però, presentano un problema.

Per le compagnia assicurative, infatti, un anziano, è un cliente inevitabilmente “a rischio”, perché agli acciacchi che già ha se aggiungeranno probabilmente a breve anche molti altri. Le polizze sanitarie, quindi, sono costosissime e spesso fuori dalla portata delle tasche degli immigrati.

Intanto, però, nonostante quella norma sui ricongiungimenti risalga al 2008, il governo non ha mai emanato il decreto per fissare l’importo per l’iscrizione volontaria degli ultrasessantacinquenni al Ssn. Le Regioni si sono quindi mosse in ordine sparso fissando ognuna il suo prezzo oppure facendo finta di niente.

La Lombardia, che era tra le Regioni che nicchiavano, si è mossa all’inizio del 2013, per ordine del tribunale di Milano. Dopo aver perso un ricorso antidiscriminazione presentato da Anolf Cisl, Naga, Asgi e Avvocati per niente, è stata infatti costretta ad ammettere l’iscrizione volontaria al Ssn a fronte di un contributo forfetario di 387,34 euro.

Dopo l’emenazione di una circolare della Regione che spiegava la novità, il caso sembrava chiuso, ma a quanto pare da qualche mese le Asl lombarde hanno deciso di cambiare le regole, tra l’altro a macchia di leopardo.

“I nostri iscritti ci hanno segnalato che alcuni sportelli fissano l’importo del contributo sulla base del reddito. C’è chi si è visto chiedere anche millecinquecento euro. È una decisione del tutto arbitraria, l’unico riferimento dovrebbe essere la circolare della Regione che ha fissato il contributo forfetario” dice a Stranieriinitalia.it Maurizio Bove, presidente Anolf e responsabile immigrazione della Cisl di Milano.

Anolf Cisl, Naga, Asgi e Avvocati per niente hanno quindi scritto alla Regione Lombardia, denunciando che la richiesta di quelle Asl è “illegittima” e richiamando la Regione al rispetto della sentenza del tribunale e della sua stessa circolare. “In mancanza di riscontro – minacciano le associazioni – ci vedremo costretti ad agire in sede esecutiva per ottenere il pieno rispetto delle statuizioni del giudice”.

EP stranieriinitalia.it/