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Lorenzin in visita all’Irccs di Brescia. “Necessario rendere psichiatria più presente sul territorio”

“La psichiatria è sempre stata il fanalino di coda della medicina, ma oggi dobbiamo riorganizzarla perché sia più presente sul territorio è l’Irccs Fatebenefratelli unico di 49 Irccs dedito alla malattia mentale, è importante in questa sfida”. Così, oggi pomeriggio, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha salutato i dirigenti e i dipendenti dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia al termine della visita all’Istituto, del quale ricorre quest’anno il ventesimo dalla fondazione. Ad accogliere il ministro che era accompagnato dall’assessore regionale Mauro Parolini , c’erano il direttore generale fra Marco Fabello, accompagnato dal superiore provinciale dell’Ordine San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli fra Massimo Villa, e il direttore scientifico dell’Irccs professor Stefano Cappa.

Fra Marco ha ricordato che “San Giovanni di Dio curava i malati col cuore, con l’anima e con tutte le possibilità” e ha chiesto quindi al governo che “sia concessa all’Irccs un’agibilità migliore sul territorio per poter occupare soprattutto quegli spazi ancora poco presidiati nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta”, sottolineando un deficit di assistenza non meno grave dei problemi della ricerca, i quali peraltro hanno condotto anche quest’anno a un robusto taglio nei finanziamenti.

“La salute mentale merita un’attenzione non inferiore alla grande chirurgia o ai più grandi centri specialistici di cui è ricca la Regione Lombardia, e non solo. Le famiglie portano un peso troppo grande, sia nel mondo dei malati psichici che dei malati di demenza, soprattutto di Alzheimer” ha commentato Fabello. Dopo il direttore generale, che ha chiesto al Ministro di poter partecipare ai tavoli nazionali e regionali in quanto unico Irccs dedicato alla malattia mentale, il direttore scientifico ha illustrato l’impatto di queste patologie sulla qualità della vita dei pazienti, ricordando che nel mondo si esprime un caso di demenza ogni 3 secondi. “La ricerca traslazionale dell’Irccs – ha detto il professor Cappa – si basa su un approccio mirato sul ciclo di vita, affrontando i fattori di rischio genetici e ambientali, la diagnosi precoce attraverso marcatori molecolari e di neuroimmagine, e le terapie farmacologiche e non”. Cappa ha quindi ricordato alcuni esempi delle ricerche finanziate all’Irccs, dall’identificazione dei markers dell’Alzheimer, alle nuove tecniche di diagnosi di questa forma di demenza, allo studio della salute mentale dei giovani e della depressione.

quotidianosanita.it

11 luglio 2016