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La malasanità in regione Toscana costa fino a 25 milioni

FIRENZE. Ammontano a circa 20-25 milioni di euro all’anno le spese in risarcimenti per casi di malasanità in Toscana. Gli eventi per i quali il sistema sanitario è chiamato a sborsare di più, «anche se si tratta di pochi casi, sono quelli in ambito ostetrico, stimabili in circa 10 milioni/anno». A dare le cifre è il direttore del Centro gestione rischio clinico della Toscana Riccardo Tartaglia, alla luce del risarcimento milionario che l’ospedale fiorentino di Careggi potrebbe dover pagare per il caso di un bambino nato nel policlinico, nel 2012, che ha avuto danni cerebrali irreversibili a causa di un’asfissia al momento del parto.

«I dati epidemiologici internazionali – ha aggiunto – ci dicono che ogni anno nei paesi con servizi sanitari avanzati si verificano 1-2 casi di paralisi cerebrale infantili per mille neonati “a termine”. In una regione come la Toscana ce ne dovremmo attendere tra i 30 e 60 l’anno poiché i parti sono circa 30mila. In realtà il nostro sistema di reporting ci informa di un numero molto più limitato di casi, ovvero 1-2 anno. Si tratta di dati che da molti decenni restano costanti nella loro frequenza, ma sembra che il rischio sia incomprimibile nonostante i progressi della medicina».

All’ostetricia di Careggi in particolare, dal 2006 al 2015 «abbiamo registrato 5 eventi “sentinella”, di cui due morti neonatali (solo in un caso la morte è stata preceduta dal danno cerebrale, e tre eventi di altra natura. Su questi casi sono in corso degli approfondimenti da parte del Centro di rischio clinico ma sembra che si tratti purtroppo di complicanze non prevedibili e prevenibili».

Per il pagamento, nei vari casi che il direttore definisce “sinistri”, «non esiste un fondo specifico ma c’è un bilancio a competenza all’interno del bilancio regionale della sanità», che permette di liquidare gli indennizzi annui minori, e che prevede «un sistema di accantonamento crescente per il futuro», in vista di risarcimenti che vengono decisi nei tribunali e che quindi hanno un iter più lungo, spiega ancora Riccardo Tartaglia.

«Ogni anno riceviamo circa 1.500 richieste di indennizzo ma solo circa la metà si traduce effettivamente in un risarcimento». Se emergono casi di errori in sanità in Toscana, ha concluso Tartaglia, è anche «perché nella nostra regione abbiamo diffuso in questi anni la
cultura della segnalazione, e questo ci espone forse più di altre regioni ai riflettori dei media. Da noi si comunica tutto, perché sappiamo che dobbiamo imparare dai casi difficili. Sarebbe però sbagliato valutare un servizio sanitario in base ai casi segnalati dai giornali».

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