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Assunzioni a tempo indeterminato crollano. Crollo assunzioni, choc per Renzi

Assunzioni a tempo indeterminato crollano del 32%. I dati Inps

Continua a calare il saldo positivo dei nuovi contratti a tutele crescenti a tempo indeterminato.

Inferiori rispetto al 2015 anche i dati sulle assunzioni nel settore privato: nei primi sei mesi del 2016 sono state inferiori del 10,5 per cento rispetto. L’istituto segnala che il calo “è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui le assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni”. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate in relazione alla contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato, scese del 37%.

Altro dato da segnalare è il peggioramento del saldo tra assunzioni e cessazioni: durante il primo semestre del 2016 sono stati firmati 845.392 contratti a tempo indeterminato e, al contrario, le cessazioni degli stessi contratti sono state 770.890.

Questa tendenza – che era comunque già emersa nei primi mesi del 2016 – è quindi confermata, anche se sono più le persone ‘assunte’ (seppur non con contratti stabili) che quelle licenziate. In relazione all’analogo periodo del 2015, le cessazioni nel complesso risultano diminuite dell’8,5%. Il nuovo rapporto dell’Osservatorio sul precariato dell’INPS, in parole povere, dice che calcolando le cessazioni e i nuovi contratti (comprese le trasformazioni) il saldo è positivo per 74mila contratti, ma registra un -84% rispetto al 2015. Nel primo semestre del 2016 le assunzioni con esonero contributivo biennale sono state pari a 197.000, le trasformazioni di rapporti a termine che beneficiano del medesimo incentivo ammontano a 55.000, per un totale di 252.000 rapporti di lavoro agevolati.

Venduti 70 mln voucher (+40%) nel I semestre 2016 L’Inps ha comunicato inoltre che nel periodo gennaio-giugno 2016 sono stati venduti 69,9 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto al primo semestre 2015, pari al +40,1%. La variazione netta per i contratti stabili è stata dunque positiva e pari a 74.502 unità ma significativamente inferiore se confrontata alle 468.186 del primo semestre 2015.

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