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Zika, noto vermicida intestinale blocca la diffusione del virus

Un farmaco comune usato come vermifugo nelle infezioni intestinali negli esseri umani si è rivelato efficace nel fermare la diffusione del virus Zika. E’ quanto è ermerso da test di laboratorio sul Niclosamide, un farmaco ad assunzione orale usato per combattere in particolar modo la tenia. Il principio attivo del Niclosamide si è rivelato innocuo per le donne incinte (anche se prudenzialmente è sconsigliato nei primi tre mesi di gestazione) ed anche per questo fa ben sperare un’eventuale via libera all’utilizzo contro Zika, considerato che questo virus provoca i suoi effetti più gravi sui feti.

I sintomi generali sono infatti quelli di una brutta influenza, ma tutte le ricerche finora hanno confermato il legame tra la presenza del virus e l’impennata dei casi di microcefalia nei neonati nati nelle zone più colpite da Zika. Lo studio sul Niclosamide è stato effettuato dai virologi della Johns Hopkins University e pubblicato sulla rivista Nature Medicine: “La scoperta – dicono i ricercatori – può significativamente produrre un progresso sulla ricerca sul virus Zika ed avere un effetto immediato delle terapie Anti-Zika”.

Per trovare un vaccino o una cura efficace da usare in fretta i ricercatori hanno analizzato 6.000 Composti già approvati dalla Fda Usa o da studi clinici. “In questo tipo di emergenza sanitaria globale non abbiamo tempo da aspettare – ha spiegato uno degli autori, il virologo Hongjun Song – : non c’è ancora nessuna prova che il Nicolsamide possa essere efficace – ha aggiunto song – sono necessari ulteriori studi su animali e trial su esseri umani”.

Ma il fatto che il vermifugo sia risultato sicuro in altri studi potrebbe velocizzare drasticamente il processo. “Questo è il primo passo verso una terapia che può fermare la trasmissione della malattia”, ha aggiunto
Hengli Tang, professore della Florida State University

Il Niclosamide, attualmente in uso anche in Italia sotto brevetto Bayer sotto forma di compresse da 500 mg, riesce a ‘uccidere’ la tenia, ma non le sue uova per la cui eliminazione vengono di solito abbinati dei lassativi
Repubblica.it