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Scandalo Macchiarini, licenziati due giudici dei Nobel

Non ha vinto il Nobel per la medicina come avrebbe voluto. Ma è riuscito a fare di più. Paolo Macchiarini, 57 anni, controverso chirurgo di origine viareggina, è da oggi l’unico al mondo ad aver fatto licenziare due dei 50 giudici che quel Nobel lo assegnano.

I due membri della Commissione Nobel allontanati dal loro incarico si chiamano Harriet Wallberg e Anders Hamsten. Secondo un rapporto presentato dal Karolinska Institutet (l’università di Stoccolma che assegna i prestigiosi premi), e presso la quale il chirurgo italiano ha lavorato tra il 2010 e il febbraio 2016, Macchiarini sarebbe colpevole della falsificazione dei dati sui miracolosi – all’apparenza – trapianti di trachea da lui effettuati, usando per la prima volta al mondo le cellule staminali. Due dei suoi tre pazienti in realtà erano morti. Wallberg e Hamsten avrebbero sottovalutato le scorrettezze del chirurgo, facendo addirittura pressioni per l’estensione del suo contratto.

I guai di Macchiarini iniziano in realtà in Italia. Il chirurgo, che ha lavorato all’ospedale Careggi di Firenze fino al 2010, era stato infatti accusato di truffa e tentata truffa ai danni di alcuni pazienti. Sempre nel 2010 il Karolinska si fa affascinare dal suo curriculum e arruola il medico italiano. Peccato che quel curriculum conteneva delle inesattezze, così come le descrizioni di alcuni dei suoi interventi. Quando l’università di Stoccolma lo scopre, all’inizio di quest’anno, licenzia Macchiarini. Il governo svedese scioglie l’intero consiglio direttivo del Karolinska.

Ma la storia non finisce qui. Non contento di aver fatto tabula rasa, il Karolinska avvia una puntigliosa inchiesta interna. Le indagini riguardano soprattutto tre interventi effettuati tra il 2011 e il 2012 per fini caritatevoli, in cui cioè i pazienti erano in grave pericolo di vita. Due di queste operazioni sono giudicate oggi un possibile “omicidio colposo”, mentre il terzo paziente non è mai uscito dall’ospedale. Quando i dubbi sulle sue operazioni cominciano a venire a galla, intorno al 2013, Macchiarini inizia a operare anche in una clinica russa, a Krasnodar, dove almeno 5 pazienti sarebbero finiti sotto ai suoi ferri.

Gli esperti svedesi stanno ancora discutendo della colpevolezza del chirurgo quando su Macchiarini arriva il colpo di grazia. La bordata non arriva da un ente scientifico, ma dalla rivista Vanity Fair. Nell’articolo pubblicato a gennaio di quest’anno non si parla solo della produttrice Tv americana Benita Alexander, sedotta e abbandonata dal fascinoso chirurgo, che le promette di sposarla con il Papa come celebrante. Vanity Fair accusa Macchiarini anche di aver falsificato il suo curriculum. La discussioni in seno al Karolinska prendono a questo punto una piega più seria.

Sempre nello stesso gennaio la tv svedese Svt manda in onda un documentario in tre puntate che porta sullo schermo la sofferenza e la morte di alcuni pazienti operati dal medico italiano, soprattutto in Russia, sollevando dubbi sulle istituzioni che avrebbero dovuto controllare il rispetto delle regole. Il pubblico reagisce con furia e al Karolinska la situazione precipita. Il 4 febbraio Macchiarini viene messo alla porta proprio da Hamsten e l’inchiesta esterna parte ufficialmente.

Forse perché consapevole che non ne sarebbe uscito con le mani candide, il segretario della Commissione Nobel Urban Lendahl si licenzia, “preoccupato per le ripercussioni sull’immagine del Premio”. Altri tre membri della Commissione annunciano che non prenderanno parte alle votazioni sul Nobel 2016, che sarà assegnato il 3 ottobre.

Il rapporto finale, presentato il 5 settembre a Stoccolma, accusa il Karolinska di “nonchalance nei confronti delle regole, condotte irresponsabili e mancato rispetto delle procedure” nel reclutamento del medico italiano. Fin da subito “apparvero infatti dei segnali che l’Istituto avrebbe dovuto prendere in considerazione”. “Macchiarini è il principale colpevole, ma noi abbiamo fallito nel nostro ruolo di controllo” spiega anche la vicedirettrice del Karolinska, Karin Dahlman-Wright.

E ora la posizione del chirurgo potrebbe finire anche davanti alla giustizia svedese. Macchiarini rischia infatti l’incriminazione per i danni
riportati da un paziente americano nel 2011 e per la morte nel 2013 di una bambina, subito dopo l’operazione. In Italia, intanto, Macchiarini è atteso da un giudice di Firenze il prossimo 21 febbraio per quelle vecchie accuse di truffa e tentata truffa ai danni dei suoi malati.

repubblica.it