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Conti pubblici, Istat: nel II trimestre rapporto deficit-Pil scende a 0,2%

l secondo trimestre 2016 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari allo 0,2%, in miglioramento di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2015, il livello più basso dal secondo trimestre 2007. Lo comunica l’Istat, aggiungendo che il saldo primario delle amministrazioni è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 4,4% (4,1% nel secondo trimestre del 2015). Il saldo corrente delle Pa è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil del 3,1% (3,0% nel secondo trimestre del 2015), mentre la pressione fiscale è stata pari al 42,3%, segnando una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nei due trimestri deficit a 2,3%

L’indebitamento netto cumulato nei primi due trimestri del 2016 è pari al 2,3% del Pil (3,0% nel corrispondente periodo dell’anno precedente). Il saldo primario nei primi sei mesi del 2016, in termini di incidenza sul Pil è stato positivo e pari all’1,7% (1,4% nello stesso periodo del 2015). Il saldo corrente (risparmio) complessivamente, nei primi due trimestri del 2016 in rapporto al Pil è stato positivo e pari allo 0,6% (0,4% nel corrispondente periodo del 2015).

Le uscite totali nel primo trimestre 2016 sono diminuite dello 0,8% rispetto al corrispondente trimestre del 2015. La loro incidenza sul Pil è scesa in termini tendenziali di 1,5 punti percentuali, scendendo al 47,3%. Nei primi due trimestri del 2016 l’incidenza delle uscite totali sul Pil è stata pari al 47,4%, in riduzione di 1,1 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2015.

Uscite correnti +0,2%

Le uscite correnti hanno registrato, nel secondo trimestre 2016, un aumento tendenziale dello 0,2% risultante da una crescita dei redditi da lavoro dipendente (+0,5%), dei consumi intermedi (+3,4%) e delle prestazioni sociali in denaro (+1,8%) e da diminuzioni delle altre uscite correnti (-2,5%) e degli interessi passivi (-5,7%). Le uscite in conto capitale sono diminuite dell’11,4% in termini tendenziali; in particolare, gli investimenti fissi lordi sono scesi del 3,8% e le altre uscite in conto capitale sono diminuite del 20,2%. Le entrate totali nel secondo trimestre 2016 sono aumentate in termini tendenziali dello 0,8% e la loro incidenza sul Pil è stata del 47,2%, in diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2015. Nei primi due trimestri del 2016, l’incidenza delle entrate totali sul Pil è stata del 45,0%, inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2015. Le entrate correnti nel secondo trimestre 2016 sono aumentate in termini tendenziali dello 0,6%; in particolare, si sono registrati incrementi delle imposte dirette (+1,4%), delle imposte indirette (+0,3%) e dei contributi sociali (+1,0%) e una riduzione delle altre entrate correnti (-1,6%). In forte aumento sono risultate le entrate in conto capitale (+35,9%).

Pressione fiscale al 42,3%

La pressione fiscale, nel secondo trimestre dell’anno, è scesa al 42,3%, segnando una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le entrate totali nel secondo trimestre 2016 sono aumentate in termini tendenziali dello 0,8% e la loro incidenza sul Pil è stata del 47,2%, in diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2015.

Nei primi due trimestri del 2016, l’incidenza delle entrate totali sul Pil è stata del 45%, inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2015. Le entrate correnti nel secondo trimestre 2016 sono aumentate in termini tendenziali dello 0,6%; in particolare, si sono registrati incrementi delle imposte dirette (+1,4%), delle imposte indirette (+0,3%) e dei contributi sociali (+1,0%) e una riduzione delle altre entrate correnti (-1,6%). In forte aumento sono risultate le entrate in conto capitale (+35,9%).

Profitti imprese al 41,9%
L’Istat comunica inoltre che la quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 41,9%, è aumentata di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,9 punti rispetto allo stesso trimestre del 2015.
Il tasso di investimento delle società non finanziarie (definito come rapporto tra investimenti fissi lordi e valore aggiunto a prezzi base) nel secondo trimestre 2016 è stato pari al 19,2%, invariato rispetto al trimestre precedente e inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2015. Gli investimenti fissi lordi delle società non finanziarie hanno segnato una flessione dello 0,1% in termini congiunturali mentre sono cresciuti del 2,5% in termini tendenziali.

Crescita acquisita 2016 rivista al ribasso
L’Istat ha poi poi rivisto al ribasso le stime sulla crescita nel secondo trimestre dell’anno, durante il quale il Pil è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2015. Il secondo trimestre del 2016 ha avuto una giornata lavorativa in più sia del trimestre precedente sia del secondo trimestre del 2015. La variazione acquisita per il 2016 – stima l’Istat – è pari a +0,6%. La precedente stima diffusa il 2 settembre scorso aveva misurato la stessa variazione congiunturale e una variazione tendenziale dello 0,8%. La variazione acquisita per il 2016 era pari a 0,7%.

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