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Editoria, ok della Camera alla legge. Ecco cosa cambia

Via libera dell’Aula della Camera alla riforma dell’editoria con 275 si, 80 voti contrari e 32 astenuti.Il provvedimento, che è in terza lettura, diventa così legge dello Stato; anche se il testo contiene diverse deleghe e sarà ora il governo a dover riempire di contenuti i criteri direttivi stabiliti dal Parlamento. La riforma istituisce un “Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione” che sarà ripartito con un decreto del Presidente del consiglio. Le risorse arriveranno da un contributo di solidarietà dello 0,1% del mondo della raccolta pubblicitaria; dalle risorse statali destinate al sostegno dell’editoria quotidiana e periodica comprese quelle del Fondo straordinario e quelle destinate a radio e Tv locali; da una quota dell’extra-gettito del canone Rai. Le deleghe attribuite all’esecutivo vanno dal riordino dei contributi pubblici al settore, comprese radio e Tv locali, alle novità per il sistema della distribuzione e delle edicole, dalle misure a sostegno delle imprese in crisi alle pensioni dei giornalisti, alle novità sul consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

ECCO COSA CAMBIA CON LA NUOVA LEGGE

Via libera definitivo della Camera alla riforma dell’Editoria. Un provvedimento che introduce diverse novita’ nel settore, a partire dal tetto agli stipendi Rai, fissato a 240mila euro annui. Inoltre, viene istituito il Fondo per il pluralismo e l’innovazione presso il ministero dell’Economia e viene attribuita al governo la delega per ridefinire la disciplina sui contributi pubblici, e le norme sui prepensionamenti dei giornalisti e sul Consiglio dell’Ordine. Questi i punti fondanti del ddl: – ISTITUZIONE DEL FONDO PER IL PLURALISMO E L’INNOVAZIONE DELL’INFORMAZIONE: Al fine di assicurare la piena attuazione dei principi di cui all’articolo 21 della Costituzione, in materia di diritti, liberta’, indipendenza e pluralismo dell’informazione, nonche’ di incentivare l’innovazione dell’offerta informativa e dei processi di distribuzione e di vendita, la capacita’ delle imprese del settore di investire e di acquisire posizioni di mercato sostenibili nel tempo, lo sviluppo di nuove imprese editrici anche nel campo dell’informazione digitale, e’ istituito presso il ministero dell’Economia il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. Il fondo e’ destinato anche alle radio e tv locali, oltre alle imprese editoriali costituite da cooperative e istituti no profit. Il Fondo sara’ alimentato dalle risorse per il sostegno all’Editoria quotidiana e periodica, e per le emittenti locali. E’ inoltre previsto l’uso di una quota, fino a 100 milioni di euro annui per il periodo 2016-2018, delle eventuali maggiori entrate da canone Rai in bolletta. – TETTO AGLI STIPENDI RAI: Il limite massimo delle retribuzioni e’ fissato a 240mila euro all’anno. Il tetto si applica agli amministratori, ai dipendenti e ai consulenti “del soggetto affidatario della concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale”. Il tetto non puo’ essere superato anche qualora l’azienda dovesse emettere dei bond. La norma e’ stata introdotta al Senato, con un emendamento presentato dal relatore, il Pd Roberto Cociancich, e approvato all’unanimita’ a Palazzo Madama, anche alla luce della pubblicazione degli ultimi stipendi dei dirigenti di Viale Mazzini, alcuni dei quali andavano ben oltre la quota di 240mila annui. La riforma prevede anche una riduzione delle risorse assegnate nel Fondo per l’Editoria alle imprese che danno stipendi superiori a 240mila euro.

ORDINE DEI GIORNALISTI E PREPENSIONAMENTI: Diventano 60 i componenti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e viene garantita la rappresentanza alle minoranze linguistiche. Il ddl, inoltre, delega il governo ad adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge criteri piu’ stringenti per il ricorso ai prepensionamenti dei giornalisti, a rivedere l’attuale procedura sugli stati di crisi. – DEFINIZIONE QUOTIDIANI ONLINE: Devono pubblicare prevalentemente online, essere regolarmente registrati nella cancelleria di un tribunale, produrre soprattutto informazione, aggiornata quotidianamente, avere un direttore responsabile iscritto all’Ordine dei giornalisti. – SERVIZIO PUBBLICO: La concessione del servizio pubblico (Rai) durera’ dieci anni e ci dovra’ sempre essere la consultazione pubblica sugli obblighi di servizio per il rinnovo. Sara’ affidata con decreto del presidente del Consiglio su proposta del Mise di concerto con l’Economia. – CONTRIBUTI PUBBLICI: Il testo del ddl delega al governo la ridefinizione dell’intera disciplina. L’esecutivo, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, dovra’ ridefinire inanzitutto la platea dei beneficiari: tra questi, oltre alle tv locali, le cooperative giornalistiche e gli enti senza fini di lucro, quotidiani e periodici delle minoranze linguistiche, imprese ed enti che editano periodici per non vedenti o ipovedenti, associazioni di consumatori, imprese editrici di quotidiani e periodici diffusi all’estero. Saranno esclusi invece i giornali di partito e le imprese editrici di quotidiani e periodici che fanno capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da societa’ quotate. Ulteriore requisito richiesto sara’ l’edizione della testata in formato digitale, anche in parallelo con la carta. L’ammontare del contributo pubblico dipendera’ dal numero di copie annue vendute e dagli utenti unici raggiunti, oltre che dal numero di giornalisti assunti. Sono previsti infine dei criteri ‘premiali’ per quelle imprese che assumono a tempo indeterminato gli under 35 e vengono fissati limiti massimi al contributo erogabile. Nella delega c’e’ anche la parte relativa alle liberalizzazioni: il governo dovra’ incentivare gli investimenti nell’innovazione digitale, assegnare finanziamenti a progetti innovativi, liberalizzare la vendita dei prodotti editoriali e gli orari di apertura dei punti vendita, incentivare sul piano fiscale gli investimenti pubblicitari su quotidiani, periodici, radio e tv locali.

EDITORIA: FIEG “BENE APPROVAZIONE DDL, ORA SUBITO I DECRETI ATTUATIVI”

“Un importante traguardo a cui deve seguire il rapido avvio del cantiere delle misure per contrastare la crisi dell’EDITORIA giornalistica del nostro Paese”. Cosi’ il presidente della Fieg, Maurizio Costa, commenta in una nota l’approvazione definitiva da parte della Camera del disegno di legge sull’EDITORIA che contiene alcuni interventi di riforma per il settore che recepiscono il lavoro del Tavolo per l’EDITORIA. “L’EDITORIA quotidiana e periodica e’ investita da una pesantissima crisi: negli ultimi 8 anni le imprese del settore hanno visto dimezzato i propri ricavi, con un crollo del fatturato pubblicitario di oltre il 60%. Una legge per il settore era indispensabile e oggi, grazie al lavoro del Governo e del Parlamento, la legge c’e’, ma – trattandosi di una legge delega – e’ necessaria la rapidissima emanazione dei decreti attuativi”. “Affinche’ le misure previste diventino concrete e operative – ribadisce Costa – e’ indispensabile che vengano garantite, nella prossima legge di bilancio, le necessarie coperture finanziarie. Si adottino, quindi, senza indugio, le indispensabili misure per dare ossigeno alle imprese e in particolare: l’incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali, utile per il rilancio dei consumi e per garantire una ripresa degli investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica; la liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali, per superare la critica situazione delle edicole; la copertura finanziaria dei prepensionamenti relativi ai piani di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese editrici, per garantire il processo di trasformazione ed evoluzione necessario”.

EDITORIA: FNSI, CON NUOVA LEGGE SI PONGONO BASI PER RILANCIO

“Con la definitiva approvazione della legge di riforma dell’Editoria da parte della Camera dei deputati si pongono finalmente le basi per il rilancio dell’intero sistema dell’informazione, che non potra’ che ripartire dalla formulazione di nuove regole antitrust e dalla tutela dell’autonomia delle redazioni, piu’ che mai urgenti alla luce dei processi in atto di fusione e di cessione della proprieta’ delle testate”. Lo affermano, in una nota, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. “Vanno ringraziati – proseguono – i parlamentari, a cominciare dai relatori alla Camera e al Senato, Roberto Rampi e Roberto Cociancich, che in questi mesi hanno ascoltato e fatto proprie le istanze piu’ importanti avanzate dal sindacato dei giornalisti, e le Associazioni regionali di stampa, che con la loro mobilitazione hanno permesso di giungere alla riforma a 35 anni dalla legge sull’Editoria, la numero 416 del 1981, e a 53 anni dalla legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, numero 69 del 1963. A questo punto e’ necessario che si avvii immediatamente il confronto sui regolamenti, anche per non lasciare alibi a chi vorrebbe tenere congelati i contratti di settore”.

EDITORIA: GIACOMELLI, BENE CAMERE HANNO RECEPITO SENSO INIZIATIVA

“Soddisfazione”. E’ quanto esprime il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, dopo l’approvazione, in via definitiva, della riforma dell’Editoria. “Il Parlamento ha recepito lo spirito con cui il sottosegretario Luca Lotti ha promosso, sostenuto, voluto questa iniziativa, che e’ quella di misure urgenti per il sostegno dell’Editoria, declinata nei tempi innovativi che viviamo”, osserva conversando con i giornalisti a Montecitorio. “E il modo in cui le opposizioni si sono rapportate al testo e’ stato, tutto sommato, collaborativo. A dimostrazione che esiste un terreno comune per continuare a lavorare in questo settore”, sottolinea.

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