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Emergenza legionella a Parma, due morti

L’allerta legionella a Parma rischia di trasformarsi in psicosi dopo il secondo decesso di una persona colpita dalla patologia. “Una donna di 77 anni ricoverata all’Ospedale Maggiore per grave difficoltà respiratoria e febbre alta con gravissime e concomitanti patologie pregresse, risultata positiva al batterio della legionellosi, è deceduta nel pomeriggio di oggi (martedì)”. Arrivano cattive notizie dal bollettino medico congiunto emesso in serata dal Ausl e Azienda Ospedaliera a tre giorni dalla morte di una 86enne (a sua volta sofferente di gravi patologie pregresse ndr), per le stesse cause.

31 casi, altri due pazienti gravi
Le autorità sanitarie fanno sapere che “è stata confermata la positività per altre due persone già ricoverate per polmonite”. Sale così a 31 il numero totale dei casi risultati positivi a Parma nel giro di una settimana. Attualmente, prosegue la nota, “le persone ricoverate da polmonite per legionella sono 16, di queste 10 sono in fase di miglioramento, 4 sono stabili con un normale decorso clinico e 2 persone sono invece giudicate più serie dai sanitari”. La signora deceduta oggi era arrivata “in Pronto soccorso nella serata di sabato primo ottobre e tenuta sotto stretto controllo nel reparto di osservazione breve intensiva, da ieri (lunedì) era in cura nella struttura di Medicina interna e Lungo degenza critica del Maggiore” spiegano i sanitari.

Rischio psicosi e scontro politico
L’epidemia è scoppiata nel quartiere Montebello, zona residenziale dove vivono quasi tutte le persone colpite. Il sindaco Federico Pizzarotti invoca “no allarmismi” e spiega che “il gestore Iren ha provveduto ad aumentare le dosi di cloro nei pozzi che servono l’area colpita”. Ma non basta ad evitare il rischio psicosi tra i residenti. Nelle scuole e negli asili del quartiere è stata sospesa l’acqua in caraffa in via precauzionale anche se le autorità sanitarie ribadiscono che “se potabile, può essere bevuta tranquillamente”. Il Comune ha annunciato per giovedì sera un’assemblea pubblica di informazione, preceduta da un tavolo inter istituzionale per fare il punto della situazione. Ma sul fronte politico è scontro con le opposizioni che chiedono più chiarezza, l’associazione Nuovi Consumatori annuncia un esposto in Procura per “epidemia colposa”.

Le indagini sull’acqua
A testimonianza della gravità del caso, domani (mercoledì) è convocato un incontro tra i professionisti delle due Aziende sanitarie e della Regione Emilia-Romagna, alla presenza di esperti dell’Istituto Superiore di Sanità. In queste ore è atteso l’arrivo dei primi esiti delle analisi effettuate da Arpae sui campioni d’acqua prelevati. A seguire le prime ipotesi sulla fonte del contagio. L’acquedotto resta sorvegliato speciale.

La legionellosi: cos’è e come si contrae l’infezione
E’ un’infezione, causata da un batterio chiamato legionella, che colpisce l’apparato respiratorio. La legionella può “colonizzare” gli ambienti idrici artificiali, come le reti di distribuzione dell’acqua potabile nelle città, impianti idrici dei singoli edifici, impianti di umidificazione, piscine, fontane, e così via. Le autorità sanitarie spiegano che “il batterio si trasmette solo per inalazione (aerosol) di acqua contaminata, non si trasmette bevendo acqua infetta, non si trasmette da persona a persona”. Per prevenire la diffusione “è necessario far scorrere l’acqua per qualche minuto prima dell’uso, mantenendosi distanti; rimuovere e pulire in modo accurato (con utilizzo di prodotto anticalcare) i frangi–getto (filtrini del rubinetto) e cipolle delle docce”. Indicazioni che i parmigiano cercano di imparare alla svelta. Sperando che, al più presto, si faccia chiarezza sulle cause del contagio e su eventuali responsabilità.

MARCO BALESTRAZZI
la stampa.it