Federazione Sindacati Indipendenti

Contributi previdenziali: si prescrivono in 5 o 10 anni?

Tribunale di Milano

Sezione Lavoro

Sentenza 30 marzo – 30 aprile 2016, n. 980

Sentenza n. 980/2016 pubbl. il 30/04/2016
RG n. 13434/2015

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI MILANO

SEZIONE LAVORO

Il Tribunale, nella persona del giudice del lavoro dott. Francesca Saioni

ha pronunciato la seguente

 

SENTENZA

nella causa n. 13434/2015 R.G. promossa da:

Y. X.

rappresentato e difeso dall’avv. MIGLIO NORBERTO presso il cui studio in VIA FELICE CASATI, 36 20124 MILANO ha eletto domicilio,

RICORRENTE

contro:

EQUITALIA NORD

rappresentato e difeso dall’avv. DOMINICI ROBERTA presso il cui studio in PIAZZA BORROMEO, 1 20123 MILANO ha eletto domicilio,

RESISTENTE

INPS, anche quale mandatario di S.C.C.I.,

rappresentato e difeso dall’avv. Salvatore Fanara, con domicilio eletto in Milano, piazza Missori n. 8/10,

RESISTENTE

Oggetto: Altre controversie in materia di previdenza obbligatoria

All’udienza di discussione del 30 marzo 2016 i procuratori delle parti concludevano come in atti.

FATTO E DIRITTO

Con ricorso ex art. 442 c.p.c. depositato 9.12.15 il Sig. X. ha proposto opposizione avverso l’avviso di addebito n. 068 2015 90679116 79/000, esponendo:

a) di averne ricevuto la notifica il 6.11.15, da parte di Equitalia Nord, in relazione al mancato pagamento di venti cartelle esattoriali e tre avvisi di addebito, dettagliatamente indicati in ricorso;

b) che le predette cartelle hanno quasi tutte ad oggetto contributi relativi a prestazioni di invalidità, vecchiaia e superstiti, con conseguente “giurisdizione del Giudice del Lavoro ex art. 615 primo comma c.p.c.”;

c) che il credito portato dalle cartelle di pagamento sarebbe prescritto atteso che tra la data delle singole notifiche dei documenti e la data della notifica della successiva intimazione di pagamento (6/11/2015) sarebbero trascorsi più di cinque anni, dovendosi ritenere – nel caso di specie – che anche laddove credito contributivo fosse divenuto non più contestabile, per mancanza di tempestiva opposizione ai sensi del D. Lgs. 46/99, la successiva azione esecutiva risulterebbe pur sempre soggetta al termine di prescrizione quinquennale previsto dalla L. 335/95, e non a quello decennale previsto dall’art 2953 c.c.;

d) che sussisterebbero i requisiti per la condanna dell’Agente della Riscossione ad un congruo pagamento delle spese legali nei confronti del ricorrente” considerato il comportamento imprudente e negligente di Equitalia.

Previa richiesta di sospensione, il ricorrente ha dunque chiesto, in via preliminare, di:

– disporre l’immediata sospensione dell’esecutività dell’avviso di intimazione e/o di tutte o parte delle cartelle esattoriali in esso elencate;
nel merito, di

– accertare e dichiarare l’intervenuta prescrizione delle cartelle esattoriali elencate nell’avviso di addebito, almeno con riferimento a quelle di cui dai numeri 1) a 20), ovvero di quelle ritenute dal giudice prescritte, e conseguentemente dichiarare l’illegittimità dell’avviso di intimazione e dei crediti di cui alle cartelle in esso elencate;

– accertare e dichiarare l’illegittimità, sia nell’ an che nel quantum delle somme portate nell’avviso di intimazione impugnato, anche con specifico riferimento alle singole cartelle elencate e per l’effetto dichiarare l’illegittimità o ingiustificatezza e/o inammissibilità e/o inefficacia della iscrizione a ruolo, rimuovendo ogni effetto di ruolo di cui all’avviso di intimazione sempre nel merito

– accertare e dichiarare l’intervenuta prescrizione delle cartelle esattoria1i contenute nell’avviso di intimazione almeno con riferimento a quelle indicate nella narrativa dalla n. 1) alla n. 20); conseguentemente dichiarare la nullità dell’avviso di intimazione;

-in via subordinata

– accertare e dichiarare l’intervenuta prescrizione delle cartelle elencate nell’avviso di intimazione almeno limitatamente a quelle per cui sussiste la giurisdizione del Tribunale del Lavoro, conseguentemente annullando l’atto di intimazione anche solo con riferimento alle predette cartelle;

ancora in via subordinata:

– nella denegata ipotesi in cui si consideri sussistente il termine di prescrizione di durata decennale in luogo di quello quinquennale, accertare e dichiarare l’illegittimità dell’avviso di intimazione, almeno limitatamente alle cartelle per le quali la prescrizione è intervenuta, e – conseguentemente – disporre l’annullamento di tale avviso e/o almeno delle cartelle di pagamento della n. 1) alla n. 9).

Il tutto con rifusione delle spese del giudizio.

Si è costituita Equitalia Nord eccependo la carenza di giurisdizione del Tribunale del Lavoro di Milano in relazione alla domanda di annullamento delle cartelle non aventi a oggetto contributi previdenziali, in particolare delle cartelle:

– n. 068 2000 0251450603000 (doc. 3),

– n. 068 2002 0052427329000 (doc. 6),

– n. 068 2002 0429491882000 (doc. 7),

– n. 068 2006 0012774679000 (doc. 13)

aventi ad oggetto tributi o crediti dell’amministrazione finanziaria il cui accertamento è devoluto all’esclusiva giurisdizione del Giudice Tributario.

Equitalia ha poi eccepito l’infondatezza dell’eccezione di prescrizione dei crediti portati dalle cartelle di pagamento trovando, nel caso concreto, applicazione il termine di prescrizione decennale di cui all’art. 2946 c.c.

Si è costituito INPS eccependo l’inammissibilità dell’opposizione ex art. 617 c.p.c. ed anche ex art. 24 comma 5 D. lgs. n. 46/99.

All’esito dell’udienza di discussione, constatata l’impossibilità di addivenire ad accordo tra le parti, il giudice si è ritirato in camera di consiglio, depositando poi separato dispositivo in via telematica.

Ciò posto, con riferimento alle cartelle n. 068 2000 0251450603000 (doc. 3), n. 068 2002 0052427329000 (doc. 6), n. 068 2002 0429491882000 (doc. 7) e n. 068 2006 0012774679000 (doc. 13) va pacificamente dichiarata la carenza di giurisdizione del Giudice adito, trattandosi di cartelle inerenti tributi o crediti dell’amministrazione finanziaria per la quale sussiste la giurisdizione del Giudice Tributario.

Con riferimento alle residue cartelle, in assenza di deposito di atti interruttivi da parte dell’Agente della Riscossione, risultano prescritti – in quanto decorsi più di dieci anni tra la notifica delle cartelle e quella dell’intimazione di pagamento – i crediti di cui alle cartelle:

– n. 068 2001 0319625444000, notificata il 28.5.01 (doc. 4),

– n. 068 2002 044754627000, notificata il 30.4.02 (doc. 5),

– n. 068 2003 0010345418000, notificata il 6.3.03 (doc. 8),

– n. 068 2004 0017302104000, notificata il 13.3.04 (doc. 9),

– n. 068 2004 0254555515000, notificata il 15.5.04 (doc. 10);

– n. 068 2005 042534706100 notificata il 5.3.05 (doc. 11).

Per le restanti cartelle, invece, reputa questo giudice di aderire all’indirizzo giurisprudenziale secondo cui il credito contributivo, una volta iscritto nei ruoli esattoriali, acquista l’efficacia del titolo esecutivo e, quindi, ne segue la relativa disciplina giuridica, anche in termini di prescrizione, che non è più quinquennale, come nell’originaria natura del credito, bensì decennale.

A tale riguardo la Cassazione si è espressa più volte, con orientamento ormai consolidato e condiviso da chi scrive, secondo cui “una volta divenuta intangibile la pretesa contributiva per effetto della mancata proposizione dell’opposizione alla cartella esattoriale (…) non è più soggetto a estinzione per prescrizione il diritto alla contribuzione previdenziale (…) e ciò che può prescriversi è soltanto l’azione diretta all’esecuzione del titolo così definitivamente formatosi; riguardo alla quale in difetto di diverse disposizioni (e in sostanziale conformità a quanto previsto per l’actio iudicati ai sensi dell’art. 2953 c.c.) trova applicazione il termine prescrizionale decennale di cui all’art. 2946 c.c. (Cass., Sez. Lav. 24.2.14 n. 4338; nello stesso senso Cass. Sez VI, ord. 12.6.14 n. 13301; Cass. Sez. III, 31.8.11 n. 17877).

Tenuto conto che il ricorrente ha eccepito la prescrizione del credito contributivo iscritto a ruolo, con ciò formulando censura di merito, si osserva che il termine di 40 giorni previsto dall’art. 24 comma 5 D. Lsg. n.46\99 risulta inutilmente trascorso, tenuto conto della data di notifica delle cartelle, quale risultante dalla documentazione versata in atti (docc. 3 – 24 Equitalia).

Il ricorrente non lamenta infatti di non aver ricevuto la notifica delle cartelle riportate negli estratti di ruolo prodotti in giudizio.
Ne consegue, per le cartelle in relazione alle quali sussiste la giurisdizione del giudice adito, la declaratoria di inammissibilità del ricorso in quanto proposto tardivamente.

Le spese di lite seguono la soccombenza.

p.q.m.


definitivamente pronunciando, previa revoca della sospensione, così provvede:

1) dichiara la carenza di giurisdizione del giudice adito quanto alle cartelle n. 068 2000 0251450603000; n. 068 2002 0052427329000; 068 2002 0429491882000; 068 2006 0012774679000;

2) dichiara prescritto il credito portato dalle cartelle: n. 068 2001 0319625444000, notificata il 28.5.01, n. 068 2002 044754627000, notificata il 30.4.02, n. 068 2003 0010345418000, notificata il 6.3.03, n. 068 2004 0017302104000, notificata il 13.3.04, n. 068 2004 0254555515000, notificata il 15.5.04, n. 068 2005 0425347061000;

3) per il resto, dichiara inammissibile, in quanto tardiva, l’opposizione;

4) condanna il ricorrente al pagamento di due terzi delle spese di lite sostenute da Equitalia Nord s.p.a. e da INPS, liquidate per ciascuna parte in complessivi euro 1.200,00 oltre al rimborso spese generali, IVA e CPA; compensa per il residuo;

5) fissa termine di 60 giorni per il deposito della sentenza.

Milano, 30 marzo 2016

Il giudice
Francesca Saioni