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Lombardia, appalti pilotati nella sanità: rinviato a giudizio l’assessore leghista Garavaglia

È stato rinviato a giudizio l’assessore regionale leghista all’Economia, Massimo Garavaglia, indagato insieme all’ex vicepresidente della Regione ed ex assessore alla Salute, Mario Mantovani, nell’inchiesta del pm Giovanni Polizzi su una serie di appalti pilotati nella sanità.
Mentre per Mantovani si procede in un procedimento parallelo, oggi il gup Gennaro Mastrangelo ha rinviato a giudizio Garavaglia insieme con altre 12 persone.

L’esponente della Lega è accusato di turbativa d’asta. Secondo l’indagine, insieme a Mantovani avrebbe pilotato la gara da 11 milioni «per l’affidamento del servizio di trasporto di soggetti dializzati». Un appalto che avrebbe subito «una penetrante turbativa condotta dal principale responsabile» della Asl Milano 1, il dg Giorgio Scivoletto (anche lui a processo), «il quale ha agito ottemperando alle specifiche disposizioni degli assessori Mantovani e Garavaglia».

Con «la collusione» del presidente «di una delle associazioni che fino a quel momento avevano gestito il servizio in alcuni territori», la Croce Azzurra Ticinia onlus, con a capo Giovanni Tomasini, anche lui rinviato a giudizio. I due assessori, secondo l’accusa, si sarebbero subito attivati, rivolgendosi a Scivoletto, «il quale ha programmato di vanificare gli esiti del bando», tanto che la gara poi è stata annullata. Rinviato a giudizio anche l’assistente di Mantovani, Giacomo Di Capua.

Accolto anche il patteggiamento per Angelo Bianchi, il funzionario del Provveditorato
alle opere pubbliche arrestato insieme all’ex vicepresidente della Regione, che aveva messo a verbale il fatto che l’ex senatore fosse a conoscenza dei suoi guai giudiziari, come l’arresto ottenuto dalla procura di Sondrio, nel 2008, per un’altra storia di tangenti e appalti truccati in Valtellina. E nonostante questo aveva fatto pressioni per tenerlo come suo uomo a Provveditorato per le opere pubbliche. Per lui, l’accordo di pena é di tre anni.

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