Federazione Sindacati Indipendenti

Mai più schiavi, l’anti-caporalato è Legge. Ma per le associazioni non basta

ROMA – «E’ una vittoria per l’intero paese». Raramente di fronte a una nuova norma la reazione è stata altrettanto unanime e decisa. Contro lo sfruttamento del lavoro, però, sono davvero tutti d’accordo. Compresa la Camera, che ha approvato la nuova legge contro il caporalato con 336 voti favorevoli e nessun contrario. Cosa prevede? Indennizzi per le vittime, inasprimento degli strumenti penali (per i caporali), confisca dei beni (anche per i datori di lavoro “consapevoli” dello sfruttamento), accoglienza dei lavoratori stagionali e rafforzamento della rete del lavoro agricolo.

UNA LACUNA COLMATA

Per il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, si tratta di un passo in avanti «fondamentale, un provvedimento necessario che va a colmare una lacuna dell’attuale legislazione italiana». E’ d’accordo anche Caritas, che sottolinea come per la prima volta «si estendono le misure del fondo anti-tratta anche alle vittime del delitto di caporalato, equiparando condizioni di grave sfruttamento che sino ad oggi apparivano appartenere a mondi diversi».

COSA RESTA DA FARE

Per Slow Food il prossimo passo è la definizione di nuovi reati, come ad esempio l’agropirateria (ovvero l’omesso ritiro di sostanze alimentari pericolose al disastro sanitario). «La legge sul caporalato fornisce finalmente gli strumenti per stroncare un business criminale che avvelena il nostro sistema agricolo» commenta il segretario generale di Slow Food Italia, Daniele Buttignol. Per Anci questa nuova legge «è un segno della forte volontà di difendere la legalità, la dignità dei lavoratori e la concorrenza leale per un mercato sano». Secondo il sindaco di Prato Matteo Biffoni, delegato Anci all’immigrazione, «le vittime sono soprattutto le fasce di popolazione più povere e indifese, e tra queste tante volte le vittime sono migranti e richiedenti asilo. L’eccellenza della produzione enogastronomica italiana deve essere difesa dalla vergogna del caporalato».

L’INIZIO DI UN PERCORSO

Per Coldiretti Calabria l’approvazione di questa legge è l’inizio di un «nuovo percorso» per l’agricoltura. «La giustizia ora ha armi più affilate. Le pene severe e i controlli rigorosi introdotti – aggiunge il presidente regionale Pietro Molinaro – devono colpire il vero lavoro nero e lo sfruttamento portando alla luce quelle sacche di sommerso che peraltro fanno concorrenza sleale alle imprese regolari che hanno già intrapreso un percorso di trasparenza e sulle quali finiscono per concentrarsi esclusivamente oggi le azioni di verifica. I lavoratori italiani e stranieri che aiutano le nostre imprese a crescere e a stare sul mercato sono una risorsa indispensabile. Chi sfrutta il lavoro nero fa un danno a tutti: agli agricoltori che rispettano le regole, alle comunità locali, al sistema economico territoriale».

di Gianluca Testa
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