Federazione Sindacati Indipendenti

«Sanità, dalla deroga Taranto presto 1.800 assunzioni»

«Ora che tutte le Regioni italiane hanno compreso lo stato di emergenza straordinaria in cui versa la sanità tarantina a causa della drammatica situazione ambientale, sono certo che il governo nazionale concederà alla sanità ionica le deroghe di cui ha bisogno». Così il capogruppo del Pd alla Regione, Michele Mazzarano, commenta il pronunciamento della Conferenza delle Regioni a sostegno della richiesta di una deroga al limite dei fondi assegnati alla sanità ionica sollecitata dal governatore Michele Emiliano. Si tratta di un piano straordinario di quasi 50 milioni di euro che prevede nuove assunzioni alla Asl tarantina e trasformazione dei contratti di medici ed infermieri da tempo determinato in tempo indeterminato.

La richiesta era stata avviata con una mozione presentata in Consiglio da Mazzarano e Donato Pentassuglia, con la quale si impegnava il governatore a farsi portavoce col Parlamento perché approvasse, in sede di Legge di Stabilità, specifiche disposizioni in continuità con le norme del DL 207 del 2012 che sospendeva, fino a 10 milioni di euro annui per tre anni, tutte le disposizioni di legge in materia di blocco del turn over e vincoli del patto di stabilità sulla spesa del personale. Parallelamente la Regione provvederà ad attingere dai fondi del bilancio per garantire l’acquisto dell’acceleratore lineare e dai fondi Fesr per la riconversione dello stabilimento San Marco di Grottaglie. «Bisogna tornare allo spirito del piano sanitario straordinario – dice – in favore del territorio di Taranto valido per il triennio 2012-2015 ma che alla scadenza non è stato riproposto». Nel dettaglio occorrerà assumere almeno 1800 unità a garanzia dei Lea e delle strutture oggi esistenti con una dotazione finanziaria di 24 milioni di euro e stabilizzare i contratti a termine con 15,5 milioni. Altri 10 milioni verrebbero invece impiegati nell’acquisto di nuovi acceleratori lineari.

«Mentre Emiliano va a Roma a chiedere una deroga per la sanità a Taranto, a Grottaglie si procede, senza colpo ferire, alla dismissione dell’ospedale S. Marco» tuona, invece, Francesca Franzoso (FI), evidenziando «una circolare interna dell’Asl di Taranto in cui si dispone il trasferimento di 15 posti di geriatria dall’ospedale Moscati a quello di Grottaglie, occupando in tal modo gli spazi rimasti vuoti dopo l’avvenuta dismissione di alcuni reparti, come l’ostetricia. In pratica l’Asl – su mandato della Regione- starebbe inopinatamente attuando la riconversione del presidio grottagliese prima ancora che il piano di riordino ospedaliero, ancora in fase di trattativa col Governo, sia entrato in vigore».

Quanto alle deroghe, sono «un alibi: il decreto ministeriale 70 fornisce già tutte le possibilità di deroga e Taranto è già nelle condizioni di rientrare in un trattamento speciale sulla scorta dei parametri epidemiologici». «La scelta di un adeguato polo oncoIogico a Taranto indica che la giunta Emiliano è sulla strada giusta – dice Peppino Longo, vicepresidente del Consiglio – nel dare al territorio le giuste risposte in tema di assistenza sanitaria seguendo le indicazioni che arrivano dai report epidemiologici». Longo in proposito chiede un potenziamento che riguardi soprattutto i laboratori di biologia molecolare e della radioterapia, «per evitare che al dramma della malattia si aggiungano i disagi fisici ed economici per gli spostamenti verso l’ospedale di San Giovanni Rotondo o, peggio, verso i centri d’avanguardia fuori regione».

«La proroga attraverso la legge di stabilità deve essere solo un primo passo – avverte però Mino Borraccino (Noi a Sinistra) – se davvero vogliamo rispondere alle esigenze di un territorio che vive una situazione di grande criticità». Il decreto ministeriale 70 «ha imposto criteri molto stringenti e sta portando alla chiusura dell’ospedale di Grottaglie, che pur serve quell’aerea più strettamente coinvolta dai dati epidemiologici che tutti conosciamo. E invece con lo spostamento di Geratria da Taranto a Grottaglie, si sta trasformando quest’ultimo in un cronicario».
[b. mart.]
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