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Trasfusioni di sangue infetto: regimi di responsabilità e di prescrizione

La decisione del 24 maggio 2016 del Tribunale di Firenze consente di fare il punto su alcuni dei principali aspetti problematici delle controversie risarcitorie promosse dalle persone contagiate da un virus a seguito della trasfusione di sangue infetto ovvero dai loro eredi o prossimi congiunti. Diversi sono i soggetti che possono essere chiamati a ristorare i pregiudizi in tal modo verificatisi. Tale pluralità, cui consegue una divaricazione dei regimi di responsabilità applicabili a siffatte pretese, è a sua volta foriera di ulteriori complicazioni che investono la disciplina della prescrizione.

Il Tribunale di Firenze, nella sentenza pubblicata il 24 maggio 2016 si occupa di varie questioni concernenti la risarcibilità dei danni riportati da chi, dopo essere stato sottoposto a una trasfusione di sangue contaminato da un virus, ha contratto un’infezione. Rispetto alle pretese di tal fatta, che dalla fine del secolo scorso sono cresciute vorticosamente dando vita a un contenzioso di dimensioni ragguardevoli, si è registrata nella casistica l’emersione di non pochi profili problematici, su alcuni dei quali peraltro ha già preso posizione la giurisprudenza di legittimità.

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