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Sanitopoli Abruzzo, la Cassazione annulla la condanna a Del Turco

Processo da rifare per l’ex Governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco, imputato di punta del procedimento giudiziario su presunte tangente nella sanità regionale. La sezione penale della Corte di cassazione ha infatti annullato con rinvio la condanna d’appello in relazione all’accusa più pesante nei confronti di Del Turco, quella di associazione a delinquere. Ha però confermato le altre imputazioni relative alle pressioni che avrebbe fatto sull’imprenditore della sanità Vincenzo Angelini per ottenere denaro. Denaro tuttavia, del quale non è mai stata trovata traccia sui conti di Del Turco né degli altri otto imputati tra i quali funzionari e componenti della giunta regionale di centrosinistra caduta nell’estate del 2008 sotto i colpi dell’inchiesta.

Il legale: «Restituire piena dignità a Del Turco»
In aula, davanti ai giudici della sesta sezione penale, era presente anche Del Turco che ha seguito tutto il dibattimento. Il suo legale, l’avvocato Giandomenico Caiazza, ha sottolineato come le accuse siano state mosse da «un “bancarottiere seriale”, condannato a più di 20 anni di reclusione per una distrazione di fondi pari a 105 milioni di euro». «Spero che questo incubo termini e che a Ottaviano Del Turco sia restituita interamente la piena dignità: è un galantuomo che non ha mai preso nemmeno un euro di tangenti, è una ”riserva della Repubblica” e non si può distruggere una persona senza nessuna prova» ha spiegato il legale dell’ex leader sindacale della Cgil nella sua arringa.

Gli atti alla Corte d’appello di Perugia, prescrizione entro il 2017
Gli atti verranno ora inviati alla Corte di appello di Perugia, anche se la prescrizione maturerà prima della fine del prossimo anno. I giudici dovranno rideterminare il trattamento sanzionatorio e rivedere la condanna della corte d’appello dell’Aquila che per Del Turco, in secondo grado, era stata diminuita da 9 anni e 6 mesi a 4 anni e 2 mesi. Nel corso del processo l’inchiesta ha gradualmente ridotto la sua portata: inizialmente le condanne erano state inflitte per 6 milioni e 200mila euro di presunte mazzette, mentre in appello il giro di denaro si era ridotto a 800mila euro.

Bellelli, ex Pm a Pescara: «Verità dei fatti non più in discussione»
«Sono tangenti. La Cassazione ha stabilito che Ottaviano Del Turco ha preso 850 mila euro di tangenti. È una sentenza definitiva. Se va bene a loro sminuire, si accontentino pure». Commenta così la sentenza della Suprema Corte Giuseppe Bellelli, oggi capo della Procura a Sulmona e nel 2013 pubblica accusa del processo di primo grado contro Del Turco a Pescara. «Certo è che la Cassazione ha mantenuto il reato più grave, quindi la sentenza è definitiva e Del Turco è colpevole. La vera vittima – aggiunge Bellelli – è il cittadino abruzzese che fa la fila negli ospedali». La verità dei fatti, conclude replicando alle parole del difensore di Del Turco, «non è più in discussione, e con quell’inchiesta abbiamo impedito ad un sistema criminale di proseguire il suo lavoro. Si adegui anche lui».

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