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Pensioni: ecco tutte le novità definitive della manovra in 9 punti (e i tempi di applicazione)

Il Senato, in tempi record vista la crisi di Governo, ha approvato in via definitiva la manovra per il 2017. La legge di bilancio ha incassato l’ultima fiducia del Governo Renzi con 173 voti favorevoli e 108 contrari. La manovra per il prossimo anno, con tutte le novità di cui abbiamo parlato nelle ultime settimane, sono ufficialmente legge. Tra queste c’è il nutrito pacchetto di novità sul fronte delle pensioni.

APE, RITA, esodati, precoci, usurati, opzione donna, no tax area, quattordicesima: sono questi i capitoli del pacchetto previdenziale contenuti nella legge di bilancio. Vediamo, alla luce dell’approvazione definitiva, cosa cambierà sul fronte delle pensioni nel 2017 e quanto entreranno in vigore i singoli provvedimenti.

APE: la pensione anticipata

La grande protagonista della legge di bilancio è l’APE, l’assegno per la pensione anticipata che entrerà in vigore dal primo maggio 2017 e permetterà l’uscita anticipata dal lavoro fino a 3 anni e 7 mesi di anticipo. Per poter usufruire dell’APE i lavoratori devono avere alcuni requisiti: almeno 20 anni di contributi e una pensione maturata di almeno 700 euro.

La pensione anticipata con l’APE è possibile grazie ad un prestito-ponte erogato da una banca fino al momento del raggiungimento dei requisiti per la pensione. A quel punto, maturata la pensione vera e propria, sarà l’INPS tramite una decurtazione dell’assegno, a rimborsare in 20 anni il prestito alla banca, gli interessi e l’assicurazione di premorienza. La manovra distingue tre diverse tipologie di lavoratori: APE social valida per lavoratori di categorie svantaggiate che potranno andare in pensione anticipata senza dover pagare il rimborso che sarà a carico dello Stato; l’APE volontaria per coloro che vogliono andare in pensione anticipata per propria scelta e dovranno pagarsi l’intero costo dell’operazione; e infine l’APE aziendale che prevede la suddivisione del costo dell’operazione tra dipendente e società.

Tempi per l’attuazione: L’APE entra ufficialmente in vigore il primo maggio 2017. La manovra rimanda ad un Decreto governativo i termini per la convenzione quadro con banche e assicurazioni che aderiranno al finanziamento dell’anticipo garantito. Atteso un decreto anche per l’APE social e accesso dei precoci all’APE social.

Per approfondire sull’APE leggi: Legge di bilancio e pensioni: destinatari, requisiti, tempi e costi dell’APE. Ecco la guida in quattro punti

Precoci: le novità in manovra

Scivolo verso la pensione per i lavoratori precoci che possono avere accesso alla pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Il requisito principale per poter beneficiare delle novità previste per i lavoratori precoci è la maturazione di 12 mesi di contribuzione effettiva prima del raggiungimento dei 19 anni di età, inoltre il lavoratore deve trovarsi in una di queste condizioni:

siano in stato di disoccupazione;
assistenza da almeno sei mesi di un parente convivente con handicap;
invalidità civile superiore o uguale al 74%;
lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative particolarmente usuranti.
Qui per approfondire le novità in manovra sui precoci.

RITA: come funzione la rendita integrativa

La manovra introduce la possibilità di chiedere una rendita integrativa temporanea, anticipata dal proprio fondo pensione, fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione, quelli fissati dalla riforma delle pensioni Fornero.

La RITA sarà erogata dal momento dell’accettazione della richiesta del lavoratore fino al conseguimento dei requisiti di accesso alla pensione e consistente nell’erogazione frazionata, per il periodo considerato, del montante accumulato richiesto. La novità sarà valida a partire dal primo maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018 in via sperimentale. La manovra non specifica le modalità di erogazione, ma rinvia ad un decreto ministeriale successivo.

Lavori usuranti: via alla pensione anticipata

Le legge di bilancio modifica la disciplina per l’accesso alla pensione di coloro che svolgono lavori considerati usuranti per anticipare la loro uscita dal lavoro. In pratica allargando le maglie dei requisiti per l’accesso alla pensione, la manovra permette ai lavoratori usurati di andare in pensione anticipata di 12-18 mesi.

La legge infatti, elimina il divieto di accesso allo scivolo verso la pensione che, dal 2018, sarebbe stato riservato soltanto a chi avesse svolto mansioni usuranti per almeno metà della propria vita lavorativa; salta anche l’obbligo di aver esercitato un’attività usurante nell’anno stesso di maturazione del requisito; elimina le finestre mobili introdotte dalla riforma delle pensioni Fornero e gli incrementi di requisiti previsti per l’adeguamento alla speranza di vita.

Estensione No tax area

Per quanto riguarda la no tax area, la manovra estende a tutti i pensionati le detrazioni oggi spettanti per i soli pensionati con almeno 75 anni di età e i dipendenti. In pratica da gennaio 2017, scatterà l’aumento della detrazione d’imposta valida fino a 55mila euro per tutti i pensionati così da uniformare la loro no tax area a quella dei lavoratori dipendenti a 8.125 euro.

Pensionati: al via l’aumento della quattordicesima

La manovra aumenta anche la quattordicesima mensilità per alcune categorie di pensionati e allarga la platea dei beneficiari: la quattordicesima aumenta del 30% per i 2,1 milioni di pensionati che già la ricevono (chi ha una pensione fino a 1,5 volte il minimo) e sarà estesa a 1,2 milioni di altri pensionati (con una pensione tra 1,5 e 2 volte il minimo). L’aumento della quattordicesima però non sarà subito in vigore: i pensionati dovranno aspettare il mesi di luglio 2014.

Qui per approfondire sull’aumento della quattordicesima.

Previdenza: cumulo contributi

La manovra introduce il cumulo dei contributi versati a diverse gestioni anche in caso di pensione anticipata. L’iter parlamentare di approvazione ha introdotto alcuni ritocchi alla manovra, tra questi la possibilità anche per i professionisti iscritti alle casse privatizzate di godere del cumulo dei contributi, (in un primo momento erano esclusi).

Ottava salvaguardia per gli esodati

Un altro ritocco ha interessato l’ottava salvaguardia. La manovra infatti, sposta dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2014 la data per l’accesso alla mobilità o al trattamento speciale edile e l’innalzamento a 24 mesi (quindi fino al 6 gennaio) del termine richiesto per maturare il diritto alla pensione per tutti gli altri lavoratori interessati. Altri 3mila lavoratori circa entrano in extremis nell’ottava salvaguardia del Governo. Le categorie interessate sono quelle coinvolte dalle operazioni precedenti:

lavoratori autorizzati al versamento volontario dei contributi;
coloro che hanno lasciato il posto di lavoro a seguito di accordi con l’azienda o che sono stati licenziati tra il 2007 e il 2011;
i lavoratori in congedo per assistere figli disabili;
coloro che hanno concluso un lavoro a tempo determinato tra il 2007 e il 2011 e poi non hanno trovato un impiego a tempo indeterminato.
Per attivare l’ottava salvaguardia sarà comunque necessario attendere una circolate INPS.

Opzione donna: proroga in extremis

Tra le ultime modifiche al testo c’è anche la proroga dell’opzione donna, un meccanismo che prevede l’uscita anticipata per le lavoratrici con 35 anni di versamenti che sono nate negli ultimi tre mesi del 1958 se dipendenti e del 1957 se autonome e in cambio del ricalcolo contributivo del montante cumulato e una penalizzazione sull’assegno pensionistico superiore al 20%.

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