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Sanità, la Regione taglia il superticket Tetto massimo fissato a 15 euro

A partire dal primo febbraio 2017 in Lombardia il costo massimo del ticket sanitario regionale aggiuntivo (il cosidetto «superticket» introdotto circa cinque anni fa dal ministro Tremonti, da pagare, appunto, in aggiunta a quello nazionale) passerà da 30 a 15 euro al massimo, a seconda del valore della ricetta. Ad annunciare la decisione della giunta Maroni, durante una conferenza stampa a Palazzo Lombardia, l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.

«È una misura — ha sottolineato Gallera — che ci costa 25 milioni di euro: lo sforzo è stato straordinario, perché le risorse quest’anno non sono incrementate ma, al contrario, sono state ridotte. Il valore medio del ticket in Lombardia era di 9,8 euro (da zero a 30 euro massimi), e ora passerà a 7,8 euro». Non superando comunque i 15 euro.

Il provvedimento, stando ai numeri comunicati dallo stesso Gallera, coinvolgerà oltre 1,5 milioni di cittadini, in sostanza quelli che, stando ai report nelle mani della Regione, ricorrono periodicamente a visite ed esami specialistici e che non sono coperti da alcun tipo di esenzione. Il 62 per cento dei lombardi e il 70 per cento delle prestazioni, secondo Gallera, sono esenti dai ticket. «Oltre a coloro che sono esenti per patologia — ha spiegato — sono già esenti dal pagamento del superticket regionale gli anziani over 65 che hanno un reddito compreso tra i 36.151 e i 38.500 euro, i disoccupati che sono iscritti alle liste dei Centri per l’impiego e i loro familiari a carico con un reddito complessivo pari o inferiore a 27 mila euro e i nuclei familiari che hanno un reddito fino a 18 mila».

Spazio anche alle critiche di opposizione e sindacati, che hanno chiesto che il sistema di «sconto» del superticket sia proporzionale al reddito, convinto che l’attuale formula finisca per favorire le fasce più alte. «Non abbiamo preclusioni — ha detto Gallera —. Ben volentieri attiveremo un gruppo di lavoro per verificare l’impatto della misura. Alla fine dell’anno faremo un bilancio e trarremo le conseguenze».

Un «taglietto», quello deciso dalla giunta di Maroni, niente di più, secondo Paola Macchi, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle. «La sanità lombarda è fra le poche che pretende dai cittadini il pagamento di un superticket — ha sottolineato l’esponente grillina —. In Lombardia, infatti, la stessa prestazione può costare fino al 28 per cento in più che in altre regioni». Critico anche il Pd regionale. «Dire che la riforma sia positiva è un azzardo — ha commentato Alessandro Alfieri, segretario lombardo e consigliere regionale dem —, perché all’inizio della legislatura aveva promesso addirittura l’azzeramento del ticket e perché resta un sistema discriminante in cui ricco e povero finiscono per pagare la stessa cifra».

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