Federazione Sindacati Indipendenti

Datore di lavoro costringe i dipendenti a turni massacranti e li umilia: “Io sono Dio”

Sono durati mesi i trattamenti umilianti che hanno dovuto subire sei dipendenti di una azienda padovana che organizza televendite di abbigliamento sulle tv locali. Giunti al limite della sopportazione hanno deciso di licenziarsi e fare causa al loro ex datore di lavoro.

Turni d lavoro massacranti
Dal racconto dei sei lavoratori emerge un quadro inquietante. Non solo retribuzioni mancanti e lavoro in nero ma anche turni di lavoro massacranti stabiliti da chi voleva avere il completo dominio sui propri dipendenti al punto da firmarsi con il nome di Dio nei messaggi che inviava loro.

Maltrattamenti e insulti
“Lavoravamo anche dodici ore senza pranzo, stretti in spazi piccoli” ha raccontato Giada, una delle ex dipendenti che ha denunciato i soprusi chiedendo l’aiuto del sindacato Adl Cobas. “Quando uscivamo – ha proseguito – avevamo la nausea. Venivamo trattati malissimo, insultati anche in diretta televisiva”.

Messaggio in chat firmato Dio
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione del titolare dell’azienda di annunciare che uno dei dipendenti sarebbe rimasto a casa. La notizia è stata comunicata loro nella chat di gruppo. “Dal 31 luglio uno di voi rimarrà a casa. Godo solo al pensiero che starete tutti in ansia. Un bacio da Dio” avrebbe scritto il datore di lavoro.

Dignità dei lavoratori va rispettata
La speranza è che la denuncia possa portare la magistratura ad indagare su quanto davvero accaduto e a punire duramente l’aguzzino qualora la veridicità dei racconti dovesse essere confermata. Il rispetto della dignità dei lavoratori è un principio che non ammette deroghe di nessun tipo.

Redazione Tiscali